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giuseppe_gigliotti

Lamezia Terme, 23 marzo – “La vicenda del sequestro del campo rom di Scordovillo segna senza ombra di dubbio la sconfitta della politica”. Queste le parole del coordinatore cittadino di Italia dei Valori Giuseppe Gigliotti. Per l’esponente di Idv  di Lamezia il campo Rom è “un annoso problema che perdura da decenni e al quale nessuna amministrazione comunale ha saputo porre rimedio fino ad oggi, nonostante i blaterati tentativi enunciati nel corso di questi anni. Ancora oggi si assiste ad affermazioni retoriche tendenti a negare l'evidenza. La Magistratura - prosegue Gigliotti - ha ritenuto che ormai si è andati oltre il tollerabile: abusi di ogni genere, furti, promiscuità, inquinamento delle falde acquifere, una situazione igienico-sanitaria e abitativa difficilmente paragonabile neppure ai paesi del terzo e quarto mondo, una bomba pronta ad esplodere da un momento all'altro anche dal punto di vista ambientale” Dopo aver ricordato il ferimento della bambina rom avvenuto l’estate scorsa, il coordinatore cittadino di Idv si sofferma su quanto hanno ripetuto “.le forze dell'ordine: Scordovillo costituisce un serio problema di ordine pubblico arrecando gravi disagi e insicurezza ai cittadini. Ora si è costretti ad affrontare il problema e bisogna fare in fretta. Si deve evitare di dare vita ad una nuova Scordovillo  aggiunge -  e ritrovarsi fra un paio di anni nelle medesime condizioni che abbiamo oggi di fronte”.

“L'integrazione dei rom, che ormai vivono a Lamezia da decenni, e che sono cittadini italiani, - sottolinea Gigliotti - è la battaglia più importante non solo per l'amministrazione comunale, che ha chiesto aiuto e sostegno alle altre istituzioni per tentare di dare le risposte necessarie al gravissimo problema, ma è anche il futuro e l'agibilità democratica di Lamezia che è in ballo”.

Poi aggiunge come ci si dovrebbe impegnare “tutti insieme a fornire le proposte più adatte per determinare nella nostra città un clima di sicurezza e serenità di cui si sente tanto bisogno e che la bomba collocata solo l'altro giorno a Fronti chiarisce che c'è da stare poco allegri. Si faccia un inventario di tutte le strutture sequestrate ai clan mafiosi e di tutto il patrimonio edilizio comunale per conoscere le possibilità da cui tentare di partire  per programmare”.

Infine, Gigliotti tiene a dire che “un'altra cosa importante va detta con chiarezza: se qualcuno pensa che il problema dei Rom si possa risolvere solo fornendo, ammesso che ci si riesca, un'alternativa solo abitativa, che pure è fondamentale, non avremo dato nessuna risposta seria al problema. Occorrono progetti veri e reali di integrazione, possibilità di lavoro, occasioni di socializzazioni, accettazione di una realtà che è parte integrante di Lamezia e che lasciata a se stessa genera tutti i mali e i pericoli che hanno portato al sequestro. Si mobilitino tutte le intelligenze e tutte le competenze – invita il coordinatore cittadino - per trasformare un male endemico in una risorsa per la nostra città, capace di guardare al domani con una nuova speranza”.