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CONF_STAMPA_CGIL_sciopero_6_sett_2011

Lamezia Terme, 30 agosto – Anche la Cgil calabrese si prepara allo sciopero del prossimo 6 settembre anticipando i contenuti della protesta in un incontro con la stampa che si è svolto questa mattina a Lamezia e al quale hanno partecipato oltre al segretario Genco, anche Raffaele Mammoliti, Mimma Iannello e Massimo Covello. Per il segretario generale della Cgil calabrese Sergio Genco, oltre alla scure dei tagli della manovra del Governo nazionale "c'è anche una responsabilità del Governo regionale, che è solo un governo degli annunci e delle pose". Secondo il segretario generale della Cgil calabrese "bisogna rilanciare una grande azione per lo sviluppo in Calabria mentre questa manovra classista impoverisce perché non c'è un euro di investimento per la ricerca, lo sviluppo industriale, il Mezzogiorno. Abbiamo già perso 82mila posti di lavoro e c'è il rischio di perderne altri quindicimila. L'occupazione, infatti, è diminuita e il tasso di occupazione femminile rimane tra i più bassi d'Italia. Non si è rallentato il calo occupazionale in atto da quattro anni, con ritmi più intensi che nel Mezzogiorno". "Gli effetti della crisi - ha poi spiegato Genco - come afferma la Banca d'Italia nel suo ultimo rapporto sull'economia della Calabria, si protraggono anche nel settore delle costruzioni e dei servizi. Le vendite del commercio al dettaglio sono diminuite, in particolare negli esercizi di piccola e media distribuzione. Nel settore dei trasporti, l'attività di transhipment del porto di Gioia Tauro ha ristagnato; si sono ridotte le presenze turistiche, sia di stranieri, sia di italiani". I

Ma la Cgil non si considera solo un’anima disfattista e demolitrice ma attraverso lo sciopero del prossimo 6 settembre vuole anche lanciare delle proposte. "I nostri obiettivi - ha concluso il massimo esponente della Cgil calabrese - sono due: contrastare la manovra e cambiarla perché ci rendiamo conto che, sostanzialmente, si sta tentando di fare cassa e di farlo sulla pelle dei lavoratori e del ceto medio”.

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