
Lamezia Terme – I giovani del Partito democratico lametino intervengono in una nota politica sul dibattito del diritto alla cittadinanza ai figli d’immigrati nati in Italia e come tale “battaglia” sia in realtà un primo passo verso la coesione e integrazione di una società evoluta. Di seguito, riportiamo integralmente il testo dei giovani Pd.
“Nei giorni scorsi i militanti del partito Forza Nuova hanno messo in atto in molte città della Calabria, tra cui anche Lamezia Terme, un’iniziativa che attenta prim’ancora che alla democrazia, all’uguaglianza del genere umano. Questa volta è toccato al Partito Democratico essere stato preso di mira, perché mobilitatosi a livello nazionale, per appoggiare il disegno di legge sullo Ius Soli, proposto dal Ministro dell’integrazione Cécile Kyenge. Dalla sera alla mattina, sono apparsi dinanzi alle sedi di partito, striscioni inneggianti all’odio razziale. Quello che in un paese democratico dovrebbe essere considerato come un diritto inviolabile e sacrosanto, fondamentale per gettare le basi di un progetto d’integrazione a larghe vedute per i cittadini extracomunitari, in Italia è ostentato e boicottato. E’ di vitale importanza modificare le norme vigenti per l'acquisizione della cittadinanza Italiana, eccessivamente chiuse dal sistema attualmente in uso nel nostro ordinamento, fondato sullo Ius Sanguinis, in base al quale la cittadinanza viene acquistata a causa della pura appartenenza genealogica.
Occorre mettere mano ad una normativa, divenuta ormai inadeguata alle nuove formazioni emergenti nella società odierna. Occorre riequilibrare un sistema, che penalizza profondamente i nostri concittadini. Occorre espandere la comunità sociale e politica, affinché nessuno ne resti emarginato. Basta guardare oltreoceano d’altronde, per comprendere come nuovi e dinamici approcci d’integrazione siano possibili. L’America ad esempio, crogiolo di razze e di culture provenienti dai quattro angoli del mondo, è stata da sempre patria d’italiani emigrati in cerca di un benessere in tempi di crisi. Il nostro sistema dovrà necessariamente ispirarsi a quei modelli virtuosi che ben conciliano, l’ingresso dello straniero, e il riconoscimento dello suo status di cittadino politico. Il possesso della cittadinanza italiana, non dovrà essere però considerato come un punto d’arrivo, bensì come l’inizio di un percorso improntato alla coesione sociale. E’ necessario, infatti, continuare a combattere la battaglia al pregiudizio, al razzismo, alla discriminazione di genere e alla disuguaglianza sociale, che ancora tanto e troppo continuano a pesare nella nostra società. Processo di cambiamento sociale che noi giovani contribuiamo giornalmente a portare avanti, dalle scuole alle università, sempre più veri e propri centri d’incontro interculturali”.
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