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Lamezia Terme, 18 maggio - La giunta comunale, nella seduta di ieri, ha approvato la delibera per la salvaguardia del Tribunale lametino da proporre  all'esame del Consiglio comunale che si terrà lunedì prossimo. Il decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138, recante misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, convertito con modificazioni nella legge 148/2011, all'articolo 1 del comma 2 delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi, uno o più decreti legislativi per “riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza” fissando i “principi e criteri direttivi”, ovvero: riduzione degli uffici giudiziari di primo grado, necessità di garantire la permanenza del tribunale ordinario nei circondari di comuni capoluogo di provincia; ridefinizione, anche mediante attribuzione di porzioni di territori di circondari limitrofi, dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari, secondo criteri oggettivi e omogenei, che tengano conto dei seguenti elementi valutativi: estensione del territorio; numero degli abitanti; carichi di lavoro e indice delle sopravvenienze; specificità territoriale del bacino di utenza anche con riguardo alla situazione infrastrutturale; tasso d’impatto della criminalità organizzata. Dal dettato della legge si evince che degli 11 tribunali della Calabria, suddivisa in due distretti di Corte di Appello (Catanzaro e Reggio Calabria), non sarebbero sopprimibili quelli di Reggio, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo Valentia perché comuni capoluogo di provincia. E neppure quelli di Palmi e Locri perché la legge dichiara che nessun distretto di Corte d’Appello può avere meno di tre Tribunali. E la Corte di Reggio Calabria è composta, per l’appunto, da tre soli Tribunali (Reggio, Locri e Palmi). Sarebbero dunque in teoria sopprimibili in Calabria i Tribunali di Lamezia Terme, Paola, Scalea, Castrovillari e Rossano, tutti ricadenti nel Distretto di Catanzaro. Secondo l'Amministrazione comunale di Lamezia Terme i dati oggettivi, di carattere statistico e ambientale, obbligano il Governo a comprendere il Tribunale tra quelli non sopprimibili e con la delibera approvata ne indicano le motivazioni:

Estensione del territorio.

"La città di Lamezia si estende su una superficie di 160,24 km. quadrati, superiore a quella del capoluogo di Regione (Catanzaro) che ha una superficie di 111,34 km. quadrati, di Cosenza ( 37,24 km. quadrati) di Vibo Valentia (46,24 km quadrati).  Il circondario del Tribunale comprende 26 Comuni e si estende su una superficie pressoché corrispondente a quella del circondario di Catanzaro".

Popolazione

"E’ la terza città della Calabria. Ha un numero di abitanti (70.223), sui dati del censimento 2011, superiore a quello di Cosenza (70.004), di Crotone (59.050) e di Vibo Valentia (31.543). Vi risiedono un numero di famiglie (26.661) superiore a quello di Crotone (21.526) e (11.482) di Vibo Valentia".

Specificità territoriale

"E’ una delle capitali economiche dell’intera regione. Come è univocamente ricavabile dal numero degli istituti bancari che operano sul suo territorio. Sono 20 a fronte dei 19 di Crotone e dei 9 di Vibo Valentia. Attrae, in relazione all’elevato indice di infrastrutturazione, la popolazione scolastica di territori anche extra-compensoriale. Operano infatti nella città n. 114 Istituti scolastici (quarta città della Regione, dopo i 325 di Reggio, i 182 di Catanzaro e i 118 di Cosenza); a fronte degli 85 di Vibo e degli 83 di Crotone".

Situazione infrastrutturale

"La città, posta al centro del territorio regionale, rappresenta il nodo viario strategico dell’intera Regione ed è sede del più importante insediamento aeroportuale della Calabria e uno dei più importanti dell’intero Mezzogiorno. L’aeroporto movimenta infatti oltre 2.000.000 di passeggeri all’anno, a fronte dei 122.000 del “Sant’Anna” di Crotone e dei 500.000 del “Tito Minniti” di Reggio Calabria".

Tasso di impatto della criminalità organizzata

"Ha evidenziato la “Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similari” della XV Legislatura, che la città e il suo comprensorio, “con anni di anticipo sul resto della provincia, risultano interessati da insediamenti industriali e dalle relative infrastrutture produttive e viarie, e di conseguenza da flussi di spesa pubblica finalizzati a favorire i progetti di sviluppo” (pag. 53 della “Relazione annuale sulla ‘ndrangheta”) su cui la criminalità locale e non solo locale di tipo mafioso ha puntato la sua attenzione; con conseguenze disastrose sul piano sociale e politico; come si desume dallo scioglimento del Consiglio Comunale della città “per infiltrazioni e condizionamenti mafiosi” nel 1991 e nel 2002".

Carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze

"Quanto al parametro dei “carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze” degli affari penali e civili, esso si presenta in linea con i carichi e le sopravvenienze riguardanti i Tribunali del Distretto di analoghe dimensioni, secondo le informazioni fornite dal dirigente la cancelleria dell’Ufficio. Dovendosi tenere conto, tra l’altro, sotto tale profilo, che negli ultimi tre anni l’organico non è mai stato per intero coperto, avendo costantemente presentato nel tempo vuoti assai significativi, con la conseguenza che l’indice di laboriosità dei singoli magistrati risulta uno dei più alti in assoluto rispetto a quello di colleghi di altri Uffici ad organico completo o quasi".

Per questi motivi l'Amministrazione comunale -  conclude la delibera di Giunta - ritiene insopprimibile il Tribunale di Lamezia Terme e fa istanza  al Ministro della Giustizia affinché il Tribunale venga mantenuto, con possibile ridefinizione, secondo la previsione ancora della legge di delega, del suo assetto territoriale, anche mediante l’attribuzione di porzioni di territorio appartenenti a circondari limitrofi”.