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Lamezia Terme, 28 ottobre – Il consigliere comunale di Fli, Francesco Grandinetti, controreplica alle dichiarazioni di Nicola Mazzocca, portavoce del presidente del consiglio regionale Francesco Talarico sulla questione sanità a Lamezia. Ecco cosa dice Grandinetti.

“Remare insieme in una barca che porti come carico le necessità, i bisogni e le attese di un territorio, di quelle comunità che hanno fatto delle scelte in base ai programmi che oggi devono essere rispettati, non traditi. Si, In questo modo non solo remeremo ma ci metteremo tutto il nostro impegno senza risparmiarci in fatica”. Così voglio rassicurare il Presidente del Consiglio, Franco Talarico, che attraverso il suo portavoce, tenta di spostare l’attenzione verso le mie dichiarazioni senza dare alcuna vera risposta a chi lo ha votato. Pertanto sia il movimento che Fli, il partito che insieme ad altri rappresento, daranno il loro apporto ad un lavoro comune. Chiarito questo, ove mai fosse stato realmente necessario il chiarimento, devo mettere in evidenza un fatto curioso che fa riflette di come il potere può trasformare le persone.

“E’ la terza volta che scrivo al Presidente Talarico e che, con tutto il rispetto per il suo portavoce, non intende rispondermi personalmente ma si affida alle dichiarazioni di Nicola Mazzocca. Allora, alla “voce portata” di Talarico, io che sono portavoce dei 9000 lametini che mi hanno votato e non mi faccio sostituire quando devo render conto del mio operato, rispondo con estrema chiarezza che non ho inteso male  ne tanto meno sono stato informato nella maniera errata. Se pur è vero che tutta la Sanità è commissariata e che è tutto “confluito competenze e potestà” nelle mani di Scopelliti, mi pare che il rapporto tra questo ultimo e Talarico sia ottimo, sino al punto che allo stesso si può chiedere di parlare della situazione di Lamezia, valutando quello che la popolazione ha chiesto con forza.

Inoltre, ricordo alla “Voce” di Talarico”, che esiste, nello Statuto regionale, un punto che ben specifica come le petizioni popolari devono essere portate all’esame del Consiglio per essere discusse e analizzate, anche se poi possono essere bocciate.  Almeno questo per mettere in risalto che realmente si sta lavorando per Lamezia e perché si diano risposte alle promesse sbandierate nella campagna elettorale di qualche mese fa e credo sarebbe stato opportuno già farlo. Infatti, se fosse successo la “Voce” si sarebbe resa conto che le proposte di legge sono tre e che quella dell’Udc, chiede il ripristino delle 11 ASL, come era un tempo e che in realtà sarebbe difficile da riproporre in tempi di “rientro”, ecco forse l’improponibile è quella dell’UDC.

Allora, forse male informata è la “voce”, che non sa che le stesse giustificazioni le dava Loiero, lamentandosi amaramente di quanto ereditato dalla precedente amministrazione regionale. Saprebbe se non facesse finta di non capire che noi abbiamo presentato due petizioni popolari. In una proponendo l’apertura di altre  tre Asl, in territori di necessità come Lamezia, Locri (dove di fatto c’è) e l’alto Cosentino.  Ma se anche questo dovesse essere considerato un problema, l’altra nostra proposta era indirizzata verso una sola Asl situata al centro della Calabria. In questo caso, mi pare che in un Piano di Rientro di certo poteva essere esaminata. Ma Scopelliti è stato informato che esistono queste proposte? O si fa un passaggio su certi argomenti in campagna elettorale perché sono d’effetto e attirano l’attenzione dell’elettore che ha bisogno? Come d’effetto sono i discorsi che fa oggi il Commissario a Lamezia Terme, quando parla di un dipendente che si occupa dell’obitorio prendendo uno stipendio di quattromila euro. Questo colpisce i cittadini che sono sconfortati e credono che queste azioni siano straordinarie, come quelle che ho citato in altre occasione (vedi risistemazione degli ascensori o pronto soccorso). Ma il Commissario Mancuso, invece di fare discorsi ad effetto, potrebbe  riflettere sul fatto che avrebbe potuto provvedere a sistemare la situazione del dipendente che ha uno stipendio così alto, già da tempo e senza tanto clamore per una cosa di ordinaria attenzione oltre che amministrazione.

Le cose che si stanno facendo per l’ospedale di Lamezia sono semplici provvedimenti, molti già avviati dai predecessori di Mancuso, che spettano alla struttura e ai cittadini e non sono affatto eccezionalità o merito di chi opera oggi. Che ci sia bisogno di una riorganizzazione è una cosa risaputa e sulla quale ci si deve muovere senza tanta enfasi perché è normale va fatta e basta. Il merito è quello di attivarsi perché a Lamezia ci sia una sanità che rispetti il diritto alla cura.

C’è bisogno di una politica del territorio che non sia sulla carta ma che nei fatti dia risposte, come ha succedeva nel passato, prima che una politica scellerata di destra e di sinistra ci spingesse verso questo declino. E se tra un paio di  mesi il Commisario Mancuso dovesse lasciare l’incarico? A chi sarà servita la sua presenza a Lamezia? Se ne andrà soddisfatto per avere dato a questo ospedale che cosa? Verrà un sostituto che ricomincia tutto da capo, magari uno che non sa nulla della situazione, del territorio, dei problemi reali e intanto aspettiamo l’eccellenza. Quell’eccellenza di cui ci parlano e per ora è un contenitore vuoto.

Nessuno, sa che cosa è l’eccellenza per Lamezia, se lo avessero saputo lo avrebbero detto nelle molteplici occasioni che hanno avuto ed hanno utilizzato per mostrarsi in pompa magna, tenendo bene a distanza le vere necessità dei cittadini che non ascoltano mai. Non so se Talarico si abbasserà, è ovvio solo fisicamente intendo, a parlare con il sottoscritto, se lo facesse mi piacerebbe incontrarlo in un confronto pubblico , davanti alle telecamere e così avremmo l’opportunità di far capire chi sta dalla parte dei cittadini e chi dalla parte del potere. La “Voce può riferire che così in piena serenità di intenti potremmo remare insieme per il nostro territorio”.