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fernando_miletta

Riceviamo e pubblichiamo*

Lettera Aperta

Egregio On. Casini,
Lei si accinge ad effettuare una visita in Calabria in un frangente politico molto particolare per via della grave crisi economico-finanziaria che l’intero Paese sta attraversando e che colpisce ancora più duramente la nostra regione.Da attento osservatore non Le sarà sfuggita la gravissima situazione calabrese. A due anni dall’insediamento del presidente Scopelliti non uno dei tanti problemi che sfiancano la nostra gente è stato risolto, anzi, ad un’analisi obiettiva non può sfuggirLe che la situazione è ulteriormente peggiorata.Il deficit della sanità continua a rimanere mostruoso con il contestuale peggioramento della qualità di strutture e servizi. Il Piano di rientro è solo  un alibi in nome del quale si penalizzano territori e popolazioni mentre scelte le pratiche clientelari-elettorali con operatori privati del settore si moltiplicano.
Le politiche di sviluppo sono assenti e anche sul fronte delle risorse comunitarie la spesa è bloccata e si procede con i cosiddetti <<progetti sponda>>, riducendo in tale modo l’efficacia dell’intervento aggiuntivo che, di fatto, sostituisce la spesa ordinaria. Al danno per i lavoratori calabresi che non trovano lavoro e certezza per il futuro si aggiunge la beffa della mancanza di una programmazione di spesa comunitaria seria e concreta.
A questi due importanti aspetti amministrativi e politici, on. Casini dobbiamo aggiungere la gravissima questione etica che tocca la Giunta e il Consiglio regionale falcidiati da indagini e provvedimenti giudiziari di ogni tipo.
Non può esserLe sfuggita la circostanza che due consiglieri del Pdl, di cui uno già condannato a quattro anni di reclusione, siano accusati di corruzione elettorale, che un altro consigliere Pdl è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, che ben quattro consiglieri della lista del Presidente sono già sottoposti ad indagine per voto di scambio, che un assessore regionale in carica, secondo la Commissione parlamentare antimafia, avrebbe usufruito del sostegno di una cosca della ‘ndrangheta e che un sottosegretario nominato da Scopelliti è ampiamente citato in alcune indagini condotte dalla Procura di Milano.
Nemmeno lo stesso Scopelliti è esente dall’interessamento della magistratura tanto è vero che è stato indagato per la sua attività di sindaco di Reggio Calabria assieme a dirigenti apicali del Comune per reati contro la PA ed oggi facenti parte dello staff del Presidente regionale.
Il tanto sbandierato <<modello Reggio>> naufragato in un mare di debiti, come certificato dagli ispettori del Ministero del Tesoro; una società partecipata dal comune in mano ad una cosca della n’drangheta; episodi tragici, ancora tutti da chiarire, si sono verificati sullo sfondo dell’irresponsabile gestione della cosa pubblica a Reggio.
Lei, on. Casini che, due anni fa, non voleva l’accordo elettorale con il Pdl, avendo intrapreso una linea apolitica antitetica a quella di Berlusconi, quale giudizio si sente di esprimere riguardo al governo regionale? E, ancora, non ritiene doveroso che i suoi rappresentanti regionali, che Le hanno imposto l’alleanza con Scopelliti, oggi rendano conto?
Non Le sembra, inoltre, doveroso spiegare per quale ragione il suo partito a livello regionale taccia su quanto di grave sta succedendo, avendo adottato una linea di totale subalternità, mentre a Lemezia Terme, (guarda caso città natale del presidente del Consiglio regionale nonchè fautore quale segretario regionale pro-tempore di quell’infausto accordo elettorale con il PdL)  l’UdC abbia abbandonato il suo volto moderato e un apprezzabile spirito collaborativo e responsabile per assumere toni ed atteggiamenti politici tipici di un’opposizione preconcetta se non addirittura, farsescamente, estremista.

*Fernando Miletta
Coordinatore Prov.Le SEL Catanzaro