Salta al contenuto principale

congresso-cittadino-pd-luglio2012

Lamezia Terme, 16 luglio - “Con la convocazione del congresso cittadino e l’elezione del segretario, ci lasciamo alle spalle un lungo periodo di commissariamento. Il partito c’è ora, ma c’è stato anche nei mesi passati. Con  questo passo avanti che abbiamo compiuto diciamo al Pd regionale che siamo un partito vivo e poi, non dimentichiamo, che siamo la più grande compagine politica della nazione”. Con queste parole, la parlamentare del Partito democratico, Doris Lo Moro, ha salutato l’elezione di Tonino Barberio alla carica di segretario del Pd lametino. La deputata ha insistito sul fatto che il partito ha una responsabilità importante nei confronti della città di Lamezia è che in ginocchio. “Non c’è solo la vicenda del tribunale – ha sottolineato Lo Moro – nei giorni scorsi abbiamo appreso delle diverse azioni investigative delle forze dell’ordine e della magistratura per contrastare la criminalità organizzata, sempre più dilagante”. La parlamentare ha fatto riferimento agli arresti di ‘ndrangheta dell’operazione “Medusa”, alla confisca di beni mobili e immobili per un valore di 200 milioni di euro ad un imprenditore locale , agli altri arresti per lo spaccio di droga in un quartiere centrale di Sambiase. “Si è trattato di notizie che si sono succedute a pochi giorni di distanza le une dalle altre – ha fatto notare Lo Moro – da queste operazioni è emerso che a Lamezia c’è un degrado morale e sociale assolutamente incompatibile con la bandierina dell’antimafia sventolata dall’amministrazione comunale”. Rivolgendosi al neosegretario, la deputata ha detto: “Ti stiamo affidando una grande responsabilità. Agli assenti lanciamo la sfida della partecipazione. Dobbiamo lavorare insieme perché, a breve, avremo l’importante appuntamento delle elezioni comunali e poi le politiche”. Tanti gli interventi nel corso del congresso introdotta dall’ex commissario Giovanni Puccio, da tutti ringraziato per il lavoro svolto nel periodo del commissariamento e nella fase precongressuale. Il consigliere regionale Tonino Scalzo ha affermato che il congresso era un passaggio obbligato per riavviare un nuovo percorso di democrazia. L’ex senatore Giuseppe Petronio, rivolgendosi all’assemblea, ha detto che il nuovo segretario ha bisogno di un sostegno forte e compiuto, non burocratico. Relativamente ai rapporti col Comune, Petronio ha dichiarato: “Il Pd è il primo partito della maggioranza ma non ha il ruolo che merita. Il Comune deve riprendersi il suo ruolo strategico anche all’interno della Sacal da dove, in questo momento, siamo completamente fuori. E poi – ha evidenziato l’ex parlamentare – vorremmo capire a quale partito appartiene il vicesindaco Cicione”. Unico neo del congresso cittadino è stata l’assenza di molti esponenti di spicco del partito cittadino a partire da alcuni consiglieri comunali. Rosa Andricciola, capogruppo in seno al civico consesso, ha asserito: “Non possiamo sottovalutare queste assenze e, soprattutto, dobbiamo convincere la gente che il Pd non si muove come gli altri partiti, sulla linea delle consorterie”. A commentare le assenze anche l’avvocato Italo Reale, il quale ha fatto notare che “in città ci sono problemi molto seri ed importanti che vengono prima della questione degli assenti. Dobbiamo dare risposte concrete ai cittadini – ha incalzato Reale – la situazione è drammatica e non possiamo permetterci di volare ancora basso nei confronti dell’amministrazione e della città”. Altra voce fuori dal coro è stata quella dell’avvocato Fernanda Gigliotti che non ha votato ed ha lasciato l’assemblea dopo il suo intervento. “Rinnoverò la tessera – ha annunciato Gigliotti - dopo la riunione della direzione nazionale del prossimo settembre, cioè quando Bersani deciderà su temi importanti come i diritti civili, il testamento biologico, ed altro ancora”. L’avvocato ha anche lamentato i tempi troppo celeri e anche un po’ confusi con cui è stata organizzata l’assemblea congressuale. “Io per prima non ero a conoscenza che per presentare la candidatura occorrevano trenta firme. Ad averlo saputo in tempo, anche io avrei potuto candidarmi. In ogni caso – ha concluso Gigliotti – auguro buon lavoro a Tonino Barberio, un amico e un collega che conosco e che stimo”.        

M.S.