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Lamezia Terme, 14 febbraio – Salvatore Francesco Mastroianni, capogruppo Udc al comune di Lamezia Terme, lascia il partitocon una lettera polemica nei confronti del presidente del consiglio regionale Francesco Talarico inviata al segretario nazionale Lorenzo Cesa e al coordinatore regionale Gino Trematerra.

Le dimissioni considerate "irrevocabili" da parte del consigliere Mastroianni sono spiegate ricordando come all'inizio aveva aderito in maniera convinta "all'Udc, nella cui lista mi sono candidato lo scorso anno, diventando uno dei due consiglieri e capogruppo nel Consiglio comunale di Lamezia Terme. Con grande entusiasmo, inoltre, mi sono impegnato nelle concomitanti elezioni regionali a sostenere, in tutta la provincia di Catanzaro, la candidatura dell'allora segretario regionale Franco Talarico, postosi come rappresentante del cambiamento". Per Mastroianni l'impegno profuso nella campagna elettorale dello scorso anno doveva far "nascere un nuovo partito, democratico, trasparente, partecipato e vicino alla gente all'interno del quale non avrebbero dovuto trionfare il personalismo ed il clientelismo, ma i meriti e le capacità. Invece - spiega il consigliere lametino, ormai ex Udc - immediatamente dopo le elezioni, acquisito il potere, tutto è finito in una bolla di sapone. L'eletto è diventato irraggiungibile, il suo telefono squilla ma lui non risponde, nel partito non si decide nulla, gli incarichi vengono affidati non in base ad una scelta condivisa ma solo in base al criterio della fedeltà ed alla sottomissione al capo".

Dopo queste considerazioni, Mastroianni conclude sottolineando di essere "giunto all'amara conclusione che questo partito non vuole crescere, anzi, si lavora scientificamente per allontanare quanti non sono allineati e sottomessi. Questo modo di fare e di agire porterà al tracollo dell'Udc".