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Riceviamo e pubblichiamo*

Lamezia Terme, 21 gennaio - Prendo atto che il gruppo consiliare UdC, ancora una volta, sciorina la solita litania buona per tutte le stagioni politiche e non entra nel merito delle domande che ho rivolto all’on. Casini circa la situazione venutasi a creare in Calabria con la complicità del suo partito. Allo stesso modo prendo atto che, nel corso dell’iniziativa pubblica di venerdì alla presenza di Scopelliti e Talarico, lo stesso Casini non ha speso una sola parola di apprezzamento per l’operato della giunta regionale limitandosi a dire che è difficile amministrare una regione o un comune indicando il Sindaco Speranza.

Le parole non dette, in politica e tra le persone di buon senso, hanno un peso e una rilevanza. Sarebbe opportuno che l’UdC lametino ne prendesse contezza e aprisse gli occhi una buona volta. I fatti concreti di allarme, purtroppo, per tutti i calabresi non mancano. La sanità continua a dibattersi in uno sfascio quasi irrecuperabile, le politiche di sviluppo sono inesistenti e si procede a vista con protocolli d’intenti destinati a rimanere lettera morta, la questione etica è diventata prioritaria dopo la condanna, l’arresto e le indagini su numerosi consiglieri regionali di centrodestra che hanno interessato anche assessori e delegati del presidente Scopelliti. Su questo l’UdC lametino dovrebbe almeno ascoltare il suo segretario nazionale Cesa che in una recente intervista ad un settimanale afferma che i partiti <<hanno una responsabilità enorme davanti a casi come quelli registrati in Calabria>>.

Cosa deve accadere ancora per comprendere la deriva verso la quale la nostra terra sta andando. Non può bastare dopo due anni di governo richiamare la responsabilità dei precedenti esecutivi regionali. Dove sono le risposte alle istanze della nostra gente?

E’ decisamente ridicolo, poi, l’arroccamento su posizioni garantiste ad oltranza a difesa del cosiddetto modello Reggio.  Bene, stia tranquillo l’UdC che sarà la commissione d’accesso appena nominata a certificare quell’inganno mediatico e quel coacervo di interessi illeciti che sembra abbiano distinto l’operato di Scopelliti sindaco. Forse all’UdC lametino sta bene l’esportazione di quel funesto modello anche alla Regione? Non sarebbe il caso che l’atteggiamento censorio utilizzato per altri rappresentanti istituzionali fosse mutuato anche per i propri esponenti di giunta e consiglio regionale?

Se si perseguisse un ragionamento logico e razionale sarebbe ovvio e naturale. Così non è ed è quanto mai positivo che questo nostro confronto stia avvenendo in maniera pubblica. Saranno direttamente i cittadini a trarne le conclusioni. Quanto, poi, al giudizio sui primi cinque anni dell’amministrazione lametina è del tutto evidente che è stato largamente positivo da parte dei cittadini come ha dimostrato la rielezione quasi plebiscitaria di Gianni Speranza. Mentre la nuova consiliatura ha già consentito di proseguire un percorso virtuso di gestione della cosa pubblica e gettare le basi per nuovi progetti in grado di incidere profondamente sullo sviluppo economico e sociale del territorio. 

Fernando Miletta

Coordinatore Prov.Le Catanzaro