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Lamezia Terme - Riceviamo e pubblichiamo la nota del vice presidente dell'ordine degli architetti della provincia di Catanzaro Giuseppe Moraca che, dopo la convocazione del prossimo consiglio comunale  di martedì prossimo sul Psc è intervenuto nuovamente sull'argomento.

"Due settimane fa concludevo un mio intervento sulla stampa, relativo alle scelte unilaterali dell’amministrazione sul PSC (Piano Strutturale Comunale), con una domanda secca:”….nonostante l’incoerenza e la non rispondenza al QTRP, si vuole approvare questo Piano Strutturale Comunale, perché?”. L’apparato politico e tantomeno la struttura tecnica del comune hanno inteso dare una risposta. Anzi, è stato fissato, per martedì 18 giugno c.m., un consiglio comunale, in cui verrà portata in aula la discussione del PSC. E’ necessario pertanto fare alcune considerazioni, prima di porre altre domande. È evidente a tutti che la conflittualità presente nella coalizione di governo della città, è il risultato della mancanza di ascolto e dell’assenza di politiche partecipative in relazione alle tematiche del governo del territorio. E’ altresì evidente che i disaccordi presenti nella maggioranza, degenerano ,mancando il collante della condivisione, in polemiche, risse, scissioni ed esclusioni, che stigmatizzano la dissoluzione della maggioranza e diventano il carattere peculiare di questa amministrazione, che si liquefà. In questo contesto si andrà a un consiglio comunale con uno strumento urbanistico che deve essere ancora adeguato e conformato al Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico (adottato dal Consiglio Regionale con delibera n° 300 del  22 aprile 2013), che è un apparato normativo a cui tutti gli strumenti urbanistici comunali e provinciali hanno l’obbligo di adeguarsi.

Sulla base di un puro ragionamento logico e di buon senso, senza introdurre competenze tecniche specifiche, si può sostenere che lo scopo ultimo di un’amministrazione pubblica deve essere il perseguimento dell’interesse collettivo e quindi del bene comune, al fine di garantire tutti i cittadini e scongiurare interessi di parte; ne consegue che qualunque strumento amministrativo e quindi anche lo Stumento Urbanistico deve essere conforme al disposto normativo, che garantisce uguaglianza di trattamento, quindi garanzia di difesa degli interessi della collettività.  Premesso questo è legittimo porre alcune domande: Esiste una dichiarazione di conformità dello strumento urbanistico, elaborato prima dell’adozione del QTRP, da parte dei dirigenti del comune e del progettista del piano, che attesti la rispondenza al nuovo quadro normativo a cui il PSC  deve obbligatoriamente conformarsi? Se non esiste una tale attestazione, qual è l’interesse della collettività nell’approvare uno strumento urbanistico che non è conforme al quadro normativo? Non sarebbe opportuno e formalmente corretto, adeguare il PSC alla nuova normativa ed evitare di portare il piano in consiglio comunale, che sfocerà in conflitti, polemiche, divisioni , fra le varie componenti E’ del tutto evidente sottolineare che in assenza  dell’osservanza della norma il rischio è di facilitare l’arbitrio che si disvela nella difesa degli interessi di parte, quindi nella divisione, con buona pace delle le scelte condivise per il bene comune".