Riceviamo e pubblichiamo
Promosso dalla Consulta donne e dal Dipartimento Servizi sociali e Salute del Movimento Labor, un incontro di informazione e promozione del servizio di screening oncologico ospedaliero, a tutela della prevenzione e della salute dei cittadini
Lamezia Terme, 12 maggio – In collaborazione con il dipartimento Servizi sociali e Salute, la Consulta donne del movimento Labor Lamezia ha promosso un incontro dal tema “ Screening oncologici a Lamezia: risultati, problematiche e prospettive sociopolitiche”, presso la propria sede di Corso Numistrano, alla presenza della responsabile del centro screening ospedaliero di Lamezia Terme, Maria Paola Montesi. L’appuntamento - spiega la coordinatrice della Consulta donne, Rosalba Chiefalo – è stato ideato e organizzato per diffondere la cultura della prevenzione tra i cittadini e per sottolinearne l’importanza, al fine di non dover agire, come troppe volte accade, sulle emergenze. Tutto questo, oltre a far bene alla salute, fa anche bene alle casse regionali. Gli eventuali risultati positivi degli screening oncologici, infatti, determinano, per il paziente, un’altissima percentuale di sopravvivenza alla malattia, essendo la stessa scoperta in fase precoce, mentre per l’azienda sanitaria, determinano un notevole risparmio della spesa pubblica, essendo che i costi di applicazione di protocolli di terapia, in fase precoce, sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli utilizzati in fase avanzata di malattia. I dati di ritorno, da quando è stata avviata l'attività di screening – ha spiegato la dottoressa Montesi – sono più che soddisfacenti. Lo scopo dell’attività è quello di diagnosticare un’eventuale trasformazione cellulare, che nella maggior parte dei casi non da sintomi, prima che sia troppo tardi, utilizzando tests diagnostici semplici, sicuri e poco invasivi, al fine di attuare una terapia che sarà tanto più efficace quanto prima viene effettuata. In questo modo si riducono mortalità e morbilità, si migliora la qualità di vita delle persone affette da cancro e dei propri familiari, evitando interventi demolitivi e terapie pesanti. Gli screening oncologici rientrano nei livelli essenziali di assistenza e prevedono l'invito periodico di tutta la popolazione avente diritto all’esecuzione dei tests di diagnosi precoce, in maniera del tutto gratuita.
Tre, i programmi attivi: lo screening per il cancro del colon retto, del collo dell’utero e della mammella. Per il primo, necessaria la ricerca del sangue occulto fecale, il secondo e il terzo prevedono, invece, l’esecuzione di esami diretti sul paziente: il pap-test e la mammografia. Ogni paziente riceverà il referto dell’esame effettuato e in caso di positività sarà richiamato dal Centro Screening aziendale e indirizzato al secondo livello diagnostico, anch’esso gratuito. Da un punto di vista sociopolitico - continua la dottoressa Montesi – si possono registrare diversi punti di forza delle attività di screening: la recente apertura dei nuovi laboratori più ampi e confortevoli, tenuta a battesimo dal presidente Scopelliti lo scorso gennaio e l’ottima ubicazione dei locali all’interno del presidio ospedaliero fanno del centro screening un fiore all’occhiello del presidio lametino. Altro punto a favore, il lavoro di equipe che nonostante le difficoltà per la carenza di personale è impeccabile. In seguito alla redistribuzione del personale, derivante da altre strutture convertite in seguito al piano di rientro, l’aspettativa è quella di utilizzare le risorse reperite nell’ambito delle attività del centro, al fine di raggiungere il pieno ritmo dei 3 programmi attivi. Speranza degli operatori è il riutilizzo del mezzo di Unità Mobile che permetterebbe di raggiungere i paesi del circondario favorendo l’attività di screening “domiciliare” dedicato a tutti gli utenti più distanti dal presidio ospedaliero. Il movimento Labor, impegnato in azioni politico-culturali, ha ringraziato pubblicamente la dottoressa Montesi per il suo impegno continuo e costante volto alla salvaguardia della salute dei cittadini, ricordando quanto sia fondamentale l’interazione tra il sistema politico amministrativo e quello sociale per rendere il servizio completo e soddisfacente: oltre all’impegno dell’azienda sanitaria e, dunque, della Regione Calabria che garantisce il diritto alla salute, risulta necessario il dovere sociale del cittadino a prendersi cura della propria persona e della sua salute.
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