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Musi  ingorgo_A3

Lamezia Terme, 15 novembre - “La pressione della criminalità organizzata, problema certamente presente in Calabria come in altre regioni,  non deve diventare l’alibi  per giustificare  ritardi  nella costruzione della nuova autostrada Salerno-Reggio Calabria come di eventuali altre opere pubbliche”. A sostenerlo è il senatore Adriano Musi, commissario del Pd calabrese, che aggiunge: “Lo Stato deve garantire le risorse necessarie per il completamento dell’infrastruttura, così come l’ente appaltante deve garantire il rispetto dei tempi previsti da parte delle imprese affidatarie. Attualmente, per  chi dovesse percorrere l’A3,  - dice Musi - la percezione non sarebbe quella di un  impiego massiccio di opere e mezzi. Si ricava, al contrario, la misura di una presenza sporadica del personale sui cantieri".

"Quanto all’impiego dell’esercito con funzioni di vigilanza sui lavori - prosegue poi il senatore Musi -  appartengo a quella corrente d’opinione secondo la quale la lotta alla criminalità deve  essere demandata alla magistratura ed alle forze dell’ordine. Dovere del governo, quindi – sostiene – è quello di garantire alla magistratura gli strumenti normativi per un’azione di contrasto efficace ed alle forze di polizia mezzi e personale adeguati. L’alibi rappresentato dalla criminalità organizzata ha spesso privato il Sud di interventi preziosi e non può diventare elemento di discriminazione verso una parte rilevante della popolazione nazionale. Spetta alla buona politica -  conclude - il compito di tenere le mafie fuori dagli appalti, garantendo al Meridione d’Italia parità di trattamento con il resto del Paese per quanto attiene agli investimenti ed all’infrastrutturazione del territorio”.