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Lamezia Terme, 4 ottobre - Il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Raffaele Mazzei, ed il suo vice, Carolina Caruso, tirano le somme sia in merito al piano di rientro della sanità calabrese che sulla nuova geografia ospedaliera.

“Esprimiamo apprezzamenti al nostro Governatore che ha proceduto alla nomina del nuovo direttore generale del dipartimento alla sanità, il medico  Antonio Orlando, di origine calabrese, ma da tempo trapiantato in Lombardia come direttore sanitario dell’ ASL di Como.

Scopelliti ha fatto fede alla volontà espressa in campagna elettorale di promuovere gli standard qualitativi dei nostri ospedali alla stregua dei servizi sanitari offerti dal Nord Italia. Nominando un direttore che ha accumulato esperienza nella regione Lombardia, non può che giovare al rinnovamento della sanità calabrese”.

“La determinazione del Presidente Scopelliti conferma la volontà di trasformare l’offerta sanitaria, rendendola efficiente e tempestiva nell’erogazione dei servizi a risposta dei bisogni collettivi. La suddivisione tra ospedali HUB & SPOKE - aggiungono congiuntamente -  ci è apparsa indice di una politica del fare che si contrappone a ogni dietrologia; minimizzare i costi eliminando gli sprechi, massimizzare i servizi in termini di efficienza e puntualità. Quanto all’ospedale di Lamezia e alla volontà di Scopelliti di migliorarne l’efficienza in termini qualitativi, abbiamo assistito a tal merito alla nomina del commissario Gerardo Mancuso che sta svolgendo egregiamente il proprio incarico razionalizzando le risorse anche attraverso la gestione del personale. Il commissario Mancuso ha tutta la nostra ammirazione in quanto ha compreso che l’azienda sanitaria è un’azienda a tutti gli effetti in cui vige la legge dell’unità produttiva, dove non vince la quantità prodotta, ma la qualità dei servizi offerti. Riduzione della capacità produttiva non significa riduzione posti letto, ma riduzione di quei ricoveri che non sono necessari. Riduzione degli sprechi significa rimodulazione dell’acquisizione e della razionalizzazione dei medicinali. Basta spreco di risorse per mala gestione. Una riorganizzazione nuova che guarda al modello degli Stati Uniti.

Possiamo ritenerci soddisfatti, - concludono poi - il Presidente  ha dimostrato di tenere in considerazione e di ascoltare le organizzazioni sindacali di categoria. Anche se il  Giovanni Paolo II non diventerà un Hub di competenza regionale avrà comunque un salto di qualità in quanto indicato dal Presidente come futuro centro di Eccellenze, multidisciplinarietà delle specializzazioni, promozione di attività scientifiche e di ricerca”.