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Lamezia Terme, 31 gennaio – E’ stata presentata oggi dal gruppo consiliare di maggioranza, e che fa capo a Progetto Lamezia, la proposta di legge regionale sul ridimensionamento dei costi della politica calabrese. La proposta, che andrà prima al vaglio del consiglio comunale per poi approdare in consiglio regionale, è stata presentata dapprima dalla consigliera Elvira Falvo e poi dal consigliere Antonello Sdanganelli. Tra i motivi che hanno spinto il gruppo consiliare a proporre tale progetto di legge la consigliera Falvo ha citato il contesto socio-economico della Calabria, che ha sempre sofferto di “un disagio economico e mancanza di sviluppo lavorativo con un tasso di povertà pari al 26%, un alto tasso di disoccupazione che va oltre il 30% sotto 35 anni e aumenta al 40% sopra questa soglia, per arrivare al 44% per quanto riguarda l’impossibilità d’impiego per le donne". Tra i motivi, anche la discrasia tra i costi del consiglio regionale della Calabria, che spende più del doppio di quello dell’Emilia Romagna il quale si attesta sui 37 milioni. Inoltre, rispetto alle cifre, la Falvo ha sottolineato le spese di rappresentanza, dove il Governatore della Calabria spende qualcosa, in un anno, come 900.000 euro. 600.000 euro in meno, invece, sono le spese di rappresentanza del presidente del consiglio regionale. Una politica che ha quindi bisogno di avvicinarsi alla vita dei cittadini che rappresenta. Il consigliere Sdanganelli, nel prendere la parola, ha specificato che tutto quello che sarà risparmiato dovrà essere reinvestito nella famiglia e, soprattutto, nei giovani che una famiglia vogliono, ma non possono farsela per limiti economici e lavorativi. La proposta di legge prevede anche l’incompatibilità tra i vitalizi parlamentari e quelli regionali.  Secondo i consiglieri si può arrivare ad ipotizzare “un’unica indennità regionale: con 6.000 euro netti per ogni consigliere con cui crediamo si possano fare tante cose”. Infine, i portaborse che permangono per i vertici regionali (Giunta e Presidente del consiglio), ma vengono aboliti per tutti gli altri consiglieri. Ora tale proposta andrà al vaglio del consiglio comunale e, per essere presentata in Regione, dovrà essere vagliata anche da altri due consigli comunali calabresi.

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