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Lamezia Terme, 2 maggio - "Siamo dinanzi ad una ricchezza culturale inestimabile che se valorizzata - ha affermato il presidente Talarico - potrebbe rappresentare una svolta anche economica e sociale per il territorio e la Calabria. Non bisogna dimenticare che questa cultura rientra in quella grande rivoluzione neolitica che interessò tutta l'area del Mediterraneo e che mise in essere un sistema di vita che ha tracciato per sempre il cammino dell'umanità". Queste le parole espresse dal Presidente del consiglio regionale Francesco Talarico in vista questa mattina al museo archeologico di Lamezia Terme. A richiamare l'attenzione del presidente Talarico i 25 manufatti, tutti corredati da un esauriente ed ampio corredo didattico, che testimoniano la presenza di un complesso di villaggi neolitici nella Piana di Lamezia (datati circa 7 mila anni fa) e che verranno prossimamente esposti a Roma nel Museo nazionale preistorico etnografico Luigi Pigorini.

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I reperti, portati alla luce nel corso di diverse campagne di scavi avviati dal prof. A. J. Ammermman, sono stati oggetto di approfonditi studi interdisciplinari che hanno visto coinvolti negli anni studiosi ed esperti come Simona Scarcella (ricercatrice alla Maison des Sciences de l'Homme) e l'ingegner Rocco Purri. Sui risultati dei nuovi accertamenti archeologici e sulla "missione" a Roma dei manufatti portati alla luce ad Acconia di Curinga, mercoledì 4 maggio si terrà una conferenza stampa a Reggio Calabria nell'aula Giuditta Levato, con inizio alle ore 12, di Palazzo Campanella. Alla conferenza stampa prenderanno parte, oltre al presidente Talarico, la dottoressa Bonomi, Soprintendente Beni Archeologici della Calabria, il prof. Antonio Oliva, del Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria, l'ing. Domenico Pallaria, sindaco di Curinga, e l'ing. Rocco Purri, autore della ricerca.

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