Salta al contenuto principale

talaric

Lamezia Terme, 19 marzo - "Esprimo il mio plauso alla decisione del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello, di porre sotto sequestro il campo rom di Contrada Scordovillo, una scelta seria e rigorosa: propone un 'caso' che, per dimensioni, gravità e implicazioni travalica gli ambiti locali e in quest'ottica va affrontato, responsabilmente e concretamente". Con queste parole il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, interviene sulla vicenda del campo nomadi di Lamezia Terme, il più grande dell'intera regione, che la Procura di Lamezia Terme guidata da Salvatore Vitello ha sequestrato disponendo contestualmente un'ordinanza di sgombero con un termine di trenta giorni. Per il presidente Malarico "C'é ora sul tappeto, in tutta la sua evidenza, una questione che per decenni è stata lasciata crescere e incancrenire, in tutte le sue inquietanti sfaccettature. Fino a diventare un vero e proprio ghetto, focolaio di degrado ed emarginazione e, al tempo stesso, concentrato di preoccupanti fenomeni sociali: un mix di 'questioni' ed emergenze, da quelle ambientali a quelle criminali, da quella minorili a quelle igienico-sanitarie".

Per il presidente del Consiglio della Regione Calabria "è cresciuto, così, nei decenni un vero e proprio bubbone sociale nascosto perché, occorre dirlo, le classi dirigenti hanno preferito volgere altrove il loro sguardo, come se quel degrado non le riguardasse. La politica e le istituzioni sono state colpevolmente assenti e indifferenti. Finora solo la generosità di alcune associazioni del volontariato si è impegnata fattivamente". "Non c'é dubbio – ha poi concluso Talarico - che ora c'é da affrontare questi nodi per risolverli, a cominciare dal problema della collocazione delle famiglie rom e dalla bonifica dell'area. Sono convinto che è indispensabile un'assunzione di responsabilità collettiva e che sarà necessario il coinvolgimento fattivo delle istituzioni a vari livelli".