Lamezia Terme, 2 ottobre – Dopo quanto anticipato da Il Lametino cartaceo, ancora in edicola, per quel che concerne la possibile chiusura del tribunale di Lamezia si susseguono le prese di posizione per scongiurare tale ipotesi. In questo senso va letta la dichiarazione del commissario cittadino del Partito Democratico Gianni Puccio che afferma come “i Lametini non possono fare a meno di un riferimento certo per quanto riguarda la preziosa attività svolta dalla Procura e dal Tribunale di Lamezia contro ogni forma di criminalità e per la sicurezza della Città afflitta da fenomeni di diffusa illegalità. Lamezia Terme - aggiunge - ha pagato prezzi rilevantissimi per la presenza di una criminalità organizzata che ha messo a rischio la serenità e la qualità della vita dei cittadini, incidendo negativamente sulla stessa tenuta delle Istituzioni. Non si tratta, dunque, solo di difendere l’esistente, ma di lavorare perché, proprio in occasione della riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie, trovino finalmente sbocco le richieste di potenziamento dell’organico degli uffici giudiziari, finora rimaste colpevolmente inascoltate”.
“I numeri relativi ai flussi lavorativi – spiega Puccio - ed in particolare i dati relativi ai reati ricadenti nella competenza della Procura di Lamezia Terme che confermano un costante aumento di reati, quali le estorsioni e i danneggiamenti, che sono indicativi dell’invasività della criminalità anche nella vita economica, confermano la correttezza delle richieste che devono essere sostenute con convinzione dalla comunità di Lamezia e dei paesi del comprensorio”.
“Pertanto - conclude - riteniamo fondamentale coinvolgere tutte le forze politiche, le rappresentanze istituzionali, la Chiesa e le Istituzioni, affinché, tutti insieme, per le responsabilità che ad ognuno competono, si lavori a scongiurare questo pericolo. Una battaglia - chiosa - che è fondata e che è resa credibile dal lavoro prezioso svolto dai Magistrati e dagli Uffici Giudiziari lametini. Il PD è pronto a fare la propria parte”.
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