
Lamezia Terme, 12 maggio – Il commissario cittadino del Pd, Giovanni Puccio, interviene sulla situazione politica lametina spiegando come “a Lamezia il centro sinistra, che è stato in grado di uscire vittorioso dallo scontro elettorale dello scorso anno, deve affrontare il tema del suo rilancio. Deve riproporsi per una grande sfida positiva di governo. Tale può essere - prosegue - se gli indirizzi programmatici si appropriano delle tematiche che parlano ai bisogni della gente, dei giovani, delle famiglie, delle professioni e dell’imprenditoria e se l’orizzonte del confronto si allarga oltre i confini politici propri e si incontra con tutte le forze disponibili a lavorare da versanti diversi e in piena autonomia, sui temi dello sviluppo, del ruolo di un’area quale quella di Lamezia. Un’ area - aggiunge - che per sua struttura e vocazione deve essere in grado di attrarre un’attenzione e una qualità politica diversa da quella che hanno espresso i governi nazionali e regionali nel corso degli ultimi anni. Il problema non è solo di qualche sottosegretario che aiuti Lamezia e la Calabria, ma la qualità del governo e della spesa nazionale-regionale”. Per Puccio in tale direzione “il Pd si è mosso nelle settimane scorse e intende muoversi tornando a recitare il ruolo che gli spetta senza supponenze, ma con la consapevolezza di voler e di poter recitare la parte che gli elettori gli hanno affidato. Questo significa recuperare il massimo di unità e di coesione nei gruppi dirigenti, rinsaldare i rapporti della coalizione e aprire un ampio confronto. L’opportunità ci viene data dalla conferenza programmatica, la cui preparazione avrà uno svolgimento conseguente al progetto politico: non un appuntamento burocratico nel quale far conoscere le proposte del Pd, ma un percorso costruito dal coinvolgimento e sul confronto con forze sociali, associazioni, sindacati, con i livelli istituzionali e di governo per poter aprire una vera e propria stagione politica che aiuti per quanto è possibile a far uscire il confronto politico dagli schemi autoreferenziali delle varie formazioni politiche ma per concorrere insieme alla qualità del governo cittadino”.

Sempre in giornata, poi, un altro commissario del Pd, questa volta regionale, Adriano Musi, ha scritto al presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, ed al presidente della Tv pubblica, Paolo Garimberti, segnalando “la parzialità dei tg della sede regionale calabrese”. “E’ inaccettabile – ha detto Musi – e va ben al di là della capacità di fare informazione, che la redazione Rai metta in risalto la presenza del presidente del Consiglio dei ministri in Calabria, facendo scomparire dai telegiornali tutte le altre presenze autorevoli, con ruoli anche nazionali, registrate contemporaneamente nella regione. Non si tratta, purtroppo – sottolinea – di un caso isolato e neanche del più clamoroso, avendo in questi mesi di lavoro nella regione verificato l’esistenza di un’informazione pubblica a senso unico, al punto da far pensare che quelle che potevano apparire come semplici disattenzioni, rientrino, in realtà, in una vera e propria strategia.
Tale atteggiamento è per il commissario regionale del Pd “lesivo del dovere deontologico del giornalista di raccontare con imparzialità quanto accade su un territorio, ma sia soprattutto offensivo per i contribuenti e gli abbonati della Rai calabrese, privati del diritto di conoscere tutto ciò che si verifica intorno a loro. Per questa ragione - dice Musi - ho chiesto a Zavoli e Garimberti di intervenire affinche’ nella redazione regionale della Rai sia ripristinata la funzione corretta del servizio radiotelevisivo pubblico”.

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