

Lamezia Terme, 5 novembre - Lettera aperta ai Sindaci dei Comuni, al Prefetto di Catanzaro, alla Regione Calabria e al Commissario Delegato per l’emergenza Ambientale. Rifiuti Campania: perché diciamo: … no grazie!
I rifiuti della Campania in Calabria rappresentano una “contraddizione in termini” di due concetti contrapposti : “sostegno alla Campania” ed “emergenza rifiuti in Calabria”.
È chiaro che se vogliamo solidarizzare sul primo di concetto non possiamo trovarci nelle condizioni del secondo, o viceversa.
In molti ci siamo chiesti come può conciliarsi la possibilità di accogliere ancora altri rifiuti da smaltire se solo si pensa che due giorni di fermo dell’unica discarica disponibile sul territorio lametino sta già producendo una situazione di criticità che si sta ripercuotendo sull’intero sistema di trattamento rifiuti.
Chiariamo meglio il sistema:
27 comuni del Lametino, tutta la provincia di Vibo Valentia e molti Comuni della provincia di Cosenza conferivano fino ad tre giorni fa i rifiuti presso l’impianto di trattamento che si trova nell’area industriale di Lamezia Terme. Il ciclo di trattamento prevede il recupero della frazione secca dei rifiuti il CDR (Combustibile da Rifiuti) che viene portato al Termovalorizzatore di Gioia Tauro, la parte organica (FOS) che, stabilizzata, è utilizzata come terreno di copertura della discarica e gli scarti di lavorazione che dovrebbero essere gli unici rifiuti da conferire in discarica (ad oggi quella di Pianopoli).
Poiché il termovalorizzatore funziona con una sola linea e i rifiuti sono tanti, molti rifiuti diventano scarti e poiché l’impiantistica di trattamento rifiuti manca sia sulla Provincia di Cosenza che su quella di Vibo (ma si potrebbe dire che non è sufficiente nemmeno quella presente su Crotone) gli impianti di trattamento spesso non riescono a lavorare tutto il rifiuto e spesso parte di esso è conferito direttamente in discarica.
Ecco che si arriva ai quantitativi ad oggi conferiti presso la discarica di Pianopoli : ben 1800 tonnellate al giorno ,di rifiuti in una discarica che ha una capacità di abbanco di circa 500.000 mc.
I conti sono presto fatti, una discarica di queste dimensioni potrà al massimo avere una durata di vita di circa un anno.
Al momento la discarica di Pianopoli è ferma da due giorni per gli eventi alluvionali accaduti che hanno provocato l’inaccessibilità della strada di accesso, e già l’impianto di pretrattamento dell’area industriale ha seri problemi di lavorazione. Se non smaltisce gli scarti si dovrà fermare la lavorazione. Per correre ai ripari l’Ufficio del Commissario ha emanato un’Ordinanza che devia il conferimento dei rifiuti della provincia di Cosenza su Rossano e quelli di Vibo su Gioia Tauro per ridurre il carico di lavorazione. Ma quanto durerà il gioco delle tre carte? Quanto pensate che reggeranno gli altri impianti?.
…. Sono ottimisti basta il tempo di sistemare la strada di accesso alla discarica di Pianopoli e poi il giro della giostra può riprendere.
Noi ci chiediamo: … fino a quando? Ma la risposta è presto detta: …. fino a quando si riempirà la discarica! Discarica che sta già avendo la necessità di chiedere l’ampliamento del volume perché se con i rifiuti della Campania anziché essere 1800 tonnellate giorno, diventano 2100 tonnellate al giorno, il tempo di riempimento si riduce così tanto che non si riuscirà (sempre se questo è possibile) a realizzare l’ampliamento e la discarica sarà bella che esaurita.
E continuiamo a chiederci: … può un sistema di trattamento rifiuti reggersi ancora solo sulle discariche? ... è possibile che l’avvicendarsi per tanti anni di numerosi Commissari e il prorogarsi dell’emergenza produca solo deroghe alle normative tanto da far arrivare rifiuti della Campania in Calabria in quanto si attribuisce loro il codice di rifiuto speciale non pericoloso e così si svicola la normativa nazionale ed europea che prevede l’obbligo di smaltire i rifiuti nel luogo dove sono stati prodotti?…. possiamo derogare anche alla ammissibilità del rifiuto in discarica se non conforme al codice con cui viaggia? … possiamo pensare che dopo tutto questo tempo di emergenza sui rifiuti si è partorito un sistema così involutivo che basta così poco perché il castello di carta crolli?
Quando incominceremo ad essere cittadini d’Europa? Quando saremo capaci di promuovere politiche serie di impianti di valorizzazione per la raccolta differenziata? Come possiamo permetterci il lusso di risultare ultimi fra i non ammessi nei progetti di implementazione della raccolta differenziata come lo è stato il Comune di Maida?.
Può la nostra regione accogliere i rifiuti di chi è arrivato solo prima di noi nella situazione di degrado ambientale a cui fra poco saremo destinati?.
Tino Paone
ex sindaco di Maida
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