Lamezia, sindaco Mascaro di ritorno da incontro in Prefettura: “Do già per sciolto il consiglio comunale”

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Lamezia Terme – Il destino della città è ormai segnato. L’ha confermato un amareggiato sindaco Mascaro di ritorno dalla Prefettura di Catanzaro, dove è stato ricevuto dal prefetto Latella. “Do già per sciolto il consiglio comunale, qui si parla di inesistenza dello Stato, di un vero e proprio sopruso” ha dichiarato ai giornalisti convocati in fretta e furia nel suo ufficio, affiancato dai suoi consiglieri e dalla sua Giunta. Lo spirito battagliero che lo ha accompagnato in questi mesi, ha oggi lasciato il posto alla delusione e alle lacrime, proprio a conclusione dell'incontro. 

Il verbale: "Procedura già definita da un mese e riservata per legge"

Lo sciopero della fame portato avanti da 48 ore, ha avuto come esito solo un colloquio a Catanzaro di cortesia istituzionale, “nessuna attinenza – si legge nell’ultimo verbale della Prefettura – con la procedura relativa all’accesso agli atti del Comune – tra l’altro già definita da oltre un mese con la cessazione dei lavori di Commissione”.

All'incontro di oggi pomeriggio, oltre al Prefetto Latella e al sindaco Mascaro, hanno preso parte Alceo Greco, comandante del reparto operativo dei carabinieri di Catanzaro, e Antonio Ravesi, capo ufficio del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro. 

"La commissione d'accesso, per legge - è scritto ancora nel verbale - conclude i suoi lavori con la presentazione della relazione in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Anche la procedura relativa alla proposta del Prefetto si è già conclusa da un mese". Poi si chiarisce il perchè non è stata sinora concessa audizione al Sindaco: "Entrambe le procedure non prevedono particolari notifiche al Comune, essendo riservate per legge".

Mascaro: “Seguita una procedura vergognosa e non degna di uno Stato di diritto”

Mascaro non si dà pace e comunica a gran voce che su questa vicenda vorrà adesso vederci chiaro. “E’ ovvio che a questo punto la certezza è che il Comune verrà sciolto, e penso che si era già deciso anche prima del 9 giugno”. L’incontro avuto oggi lo definisce “una pagliacciata”: “La procedura seguita è vergognosa e non degna di uno Stato di diritto – ribadisce – sono stato chiamato a colloquio solo perché avevo annunciato lo sciopero della fame quando in questi mesi non hanno risposto ad alcuna mia richiesta. Qui si sta mandando a casa un’amministrazione senza che mi sia stata data prima la possibilità di essere ascoltato, siamo alla morte del concetto etico dello Stato. Oggi – aggiunge ancora – ho solo avuto conferma formale della conclusione d’indagini da parte della Commissione”.

Le insistenti voci che la decisione sulle sorti di Lamezia avverrà venerdì si fanno certezze e il primo cittadino ci tiene a chiarire: “Quando ci sarà seduta del consiglio dei Ministri me ne andrò a testa alta perché so di aver combattuto una battaglia a sostegno della legalità in tutte le delibere attuate”. 

Ipotesi Sacal: “Le mie sensazioni avranno riscontro solo quando leggerò gli atti”

Il Sindaco esclude categoricamente che il Comune verrà sciolto perché siano stati trovati atti o provvedimenti frutto di infiltrazione della criminalità organizzata ma lascia intendere che dietro possano esserci altre motivazioni: “Ho la certezza che non sarà per questo – afferma - anzi ho la sensazione che non sia nemmeno per motivazioni politiche, quanto invece che in questi due anni si è lavorato compatti per lo sviluppo di tutta l’area centrale della Calabria e che questo possa aver magari destato qualche preoccupazione in ambito territoriale”. Altra ipotesi, quella della Sacal, sotto commissione d’inchiesta per peculato e gestione assunzioni di Garanzia giovani. “Stessa commissione del Comune – evidenzia il primo cittadino – che, essendo l’operazione Eumenidi antecedente a Crisalide, sarebbe dovuta a questo punto arrivare anche prima. Queste però sono solo riflessioni, se vi è connessione, potrò dirlo solo dopo aver letto tutti gli atti”.

“Su sorte Comune di Lamezia stravolti tempi e procedure”

Mascaro contesta inoltre quella che lui definisce "una strana accelerazione" che avrebbe reso tutti concordi sulle sorti del Comune di Lamezia rispetto, invece, alla città di Cassano. “Il mio Comune verrà sciolto ma non sappiamo nemmeno il perché. Il Tuel non prevederà l’audizione del Sindaco ma è assurdo che lo stesso non ne abbia conosciuto nemmeno l’esito della conclusione d’indagine. A Cassano poi, con un iter più approfondito, sono stati sentiti primo cittadino e dirigenti, mentre la situazione di Lamezia è già arrivata al traguardo e si sono stravolti tutti i tempi e le procedure”.

Sul ricorso al Tar, che sicuramente farà, il Sindaco è stato chiaro: “Ormai andrò a casa, ma quando conoscerò le motivazioni so che potrò smontarle tutte. Il fatto che vincerò il ricorso – aggiunge - non elimina comunque il gravissimo schiaffo in faccia alla democrazia e alla scelta fatta dai cittadini alle urne. La mia comunità ne esce ingiustamente massacrata. In 48 ore di digiuno, non ho nemmeno fame, tanta è la rabbia per i soprusi ricevuti”.

“Perplessità su dichiarazioni Bindi, avrebbe dovuto mantenere riservatezza”

Poi un attacco alla Presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi che, proprio ieri, in un incontro svoltosi a Cosenza, ha anticipato come su Lamezia vi fossero già tutti i presupposti per lo scioglimento. “Nutro grandi perplessità sul fatto che si possano rilasciare dichiarazioni in merito ad indagini ancora in corso – sottolinea Mascaro – conosco indirettamente come funziona una commissione antimafia e l’obbligo di riservatezza che si dovrebbe tenere. So anche per certo che se entro venerdì si avrà lo scioglimento, è appurato che nella storia d’Italia non vi sia mai stato alcun altro procedimento preso nei confronti di un Comune con così tanta velocità. Da lunedì, quando tornerò a fare l’avvocato, mi dedicherò ad approfondire anche questo aspetto".

“Non mi si venga a dire che il Comune sarà sciolto solo per l’avviso di garanzia di alcuni consiglieri in Crisalide – conclude – perché questo dovrebbe trovare riscontro poi negli atti amministrativi”. Sciorinando quanto sinora fatto in contrasto alla criminalità organizzata, sferza l’ultima stoccata prima di cadere nel più totale sconforto: “Invece di stare seduti alle loro poltrone dorate, dovrebbero invece farsi un giro tra i tanti beni che abbiamo sottratto alla criminalità organizzata, palese esempio di come la mia amministrazione non abbia avuto a che fare con le cosche, e dirmi perché vogliono mandarmi a casa”. 

Alessandra Renda

 

verbale-1-11222017-110649.jpgIl verbale dell'incontro in Prefettura

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