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Lamezia Terme, 16 luglio – “Il coordinamento cittadino per l'acqua pubblica a Lamezia Terme rischia di essere  privatizzato dalla micro formazione politica Sinistra Critica, meglio conosciuta come l'organizzazione nata dalle ultime scissioni di rifondazione comunista e che fa capo a  Turigliatto, l'ex senatore che fu decisivo nella caduta dell'ultimo governo Prodi”. Così Sinistra Ecologia e Libertà che prosegue sottolineando come “seguendo l'esempio del loro leader, che era impegnato quotidianamente nel mettere in difficoltà l'esperienza del centrosinistra a livello nazionale e a fornire un alibi a quanti poi concretamente hanno consentito il ritorno di Berlusconi al governo, con tutte le conseguenze che l'Italia sta ora vivendo, allo stesso modo si comportano a casa nostra”.

Per i rappresentati di Sel “In Calabria i sindaci che hanno sottoscritto il referendum  sull'acqua si contano sulle dita delle mani. Tra questi il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. Ovviamente il coordinamento non critica e attacca gli altri 400 sindaci calabresi che non hanno firmato la richiesta di referendum, ma - proseguono - concentra le sue critiche sull'Amministrazione lametina.Il sindaco incontra il coordinamento, accetta di sostenere in Consiglio comunale le proposte contenute nella petizione e loro invece di attaccare le altre amministrazioni, che neanche prendono in considerazione il problema sollevato, puntano il dito contro Gianni Speranza”.

Secondo Sinistra Ecologia e Libertà “in Calabria negli ultimi anni, sono fallite tutte le società miste a danno dell'ambiente dei cittadini e dei lavoratori, mentre la Multiservizi è un esempio di società che ha funzionato salvaguardando sia i servizi che le proprie maestranze. Invece di criticare il fallimento totale delle società miste, delle politiche sulla depurazione, della Sorical che aumenta da 5 anni il canone sull'acqua, - sottolineano poi - si attacca l'amministrazione lametina, invece di sostenere  il Comune che si pone il problema di come far vivere e crescere, sulla base dell'attuale normativa, la Multiservizi e di lasciare la tariffa dell'acqua immutata, incalzano sul sindaco. Sarebbe meglio - concludono - che si concentrassero di più sulla verità dei fatti e non sui pregiudizi ideologici”.