
Lamezia Terme, 1 febbraio – Il consigliere regionale Francesco Sulla (Pd), membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, si è detto contrariato sull’istituzione di una doppia sede dell’enoteca regionale e stigmatizza la scelta di Lamezia. Per il consigliere: “Siamo alle solite. Quando una provincia dalle antiche radici culturali come Crotone, ma piccola e purtroppo parte di una realtà regionale flagellata dal campanilismo, che è una delle cause del suo sottosviluppo, ha l’opportunità di vedersi finalmente riconosciuta una delle sue peculiarità più indiscusse, sia sul piano delle produzioni attuali che della storia enologica mondiale, ti aspetteresti l’unanimità di vedute nell’individuazione esclusiva, in questo caso dell’Enoteca, nel suo territorio. Invece - chiarisce Sulla - si è fatta la scelta di una doppia sede dell’Enoteca, che alcuni addirittura, se non ci fossimo opposti tenacemente, avrebbero persino polverizzato ulteriormente in più sedi. E sono state introdotte, inoltre, non poche confusioni persino terminologiche, che temo possano impedire all’Enoteca di perseguire gli obiettivi per cui l’abbiamo voluta, a parte l’insufficiente dotazione finanziaria di appena 100mila euro”.
Poi, l’esponente del Pd conclude: “scegliere Lamezia per l’espletamento delle funzioni d’innovazione tecnologica, mentre a Crotone è stato assegnato il ruolo storico e di ricerca, è stato un errore. Lamezia, al più, avrebbe potuto, grazie alla sua riconosciuta posizione geografia baricentrica, essere luogo di rappresentanza e di ‘vetrina’ per i nostri vini, mentre il Crotonese avrebbe dovuto essere riconosciuto come luogo esclusivo per la ricerca e l’innovazione legata a tradizioni millenarie, storiche e mitologiche. Così si sarebbe dovuto regolare un legislatore equilibrato, attento alle dinamiche economiche del territorio ed ossequioso dei tratti più identificativi e salienti delle realtà calabresi. Ma dinanzi ad una maggioranza che è piegata interamente sulla gestione quotidiana e del tutto priva di strategia economica, comprendo che forse questa, e solo questa, poteva essere la conclusione”.
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