
Riceviamo e pubblichiamo
Lamezia Terme, 8 aprile - "Nonostante il momento particolarmente difficile per il nostro Paese, un’ulteriore tappa nel cammino intrapreso dalle donne verso l'uguaglianza dei diritti è stato compiuto. Il 28 gennaio 2013, infatti, è stato pubblicato il D.P.R. 30 novembre 2012, n. 251. La nuova disciplina impone alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni l’obbligo di assicurare, mediante un adeguamento dei propri statuti, che la nomina dei componenti dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali “sia effettuata secondo modalità tali da garantire che il genere meno rappresentato ottenga almeno un terzo [un quinto in prima applicazione] dei componenti di ciascun organo”. Le società devono assicurare il rispetto della composizione degli organi sociali anche in caso di “sostituzione”, solo per tre mandati consecutivi a far data dal primo rinnovo degli organi successivo all’entrata in vigore del D.P.R.
Come è evidente il provvedimento segna – mediante la previsione di azioni positive - un importante passo avanti verso il riequilibrio di genere nelle posizioni direttive e apicali nelle società controllate dalle pubbliche amministrazioni. L’incidenza sarà certamente notevole perché le potenzialità numeriche in termini di nomina di consiglieri e sindaci “donna” sono davvero significative! Un duro colpo dunque per le “società a forte partecipazione maschile”! La modificazione del sistema di governance è ancor più significativo in vista del regime sanzionatorio, mediante il quale il legislatore ha voluto garantire l’effettiva realizzazione dei precetti normativi. Il mancato rispetto delle regole introdotte comporta la decadenza dei componenti dell'organo sociale interessato, con la ricostituzione dell'organo nei modi e nei termini previsti dalla legge e dallo statuto.
Nonostante la chiara prescrizione del sistema sembra, tuttavia, che le società partecipate calabresi siano refrattarie ad accogliere le novità. Ed in tal senso, le diverse società partecipate sono avvedute dell’entrata in vigore del regolamento? Hanno provveduto ad adeguare i loro statuti? Le sostituzioni nella composizione degli organi sociali hanno tenuto conto del dettato normativo? O la preoccupazione di occupare postazioni ha distolto l’attenzione delle Istituzioni dal rispetto delle regole?L’Italia si indirizza a garantire la partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica del Paese; ma, non è forse fimmina l’altra Calabria, anche nei nostri territori?".
Aquila Villella, consigliere comunale
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