Roma, 12 maggio - L’attuazione della legge delega sul riordino dei Tribunali (cancellazioni, accorpamenti) sarà attuata entro settembre, ad un anno esatto da quanto disposto dalla legge delega emanata nella terza finanziaria del governo Berlusconi nel settembre scorso. Detto per inciso che questa legge delega non rientra quindi nella “spending review” organizzata dall’attuale governo Monti, che ha chiesto ai vari ministeri di tagliare spese ove possibile, la cosa più importante allo stato attuale è capire come si sta muovendo il dicastero.
“Amici miei, capite cosa si sta facendo”. E’ quasi un appello quello che viene dal ministero, dove l’esigenza maggiore attualmente è quella di fare chiarezza sull’iter di attuazione di questa legge che potrebbe portare alla chiusura (meglio accorpamento) anche del Tribunale di Lamezia. Un iter che sarebbe utile tenere presente in questo periodo di forte mobilitazione e preoccupazione. Il primo intervento del Ministero, dopo la legge delega è stata la realizzazione dello schema legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri e poi passato alla Commissione di Giustizia del Parlamento. Sulla base del primo punto, si sta lavorando adesso al secondo schema attuativo di questa legge delega. Questo secondo schema è in fase di studio ed ha un punto di inizio dalla relazione finale preparata dal gruppo di studio (organizzato dal ministero) che ha affrontato problematiche di natura tecnica e cioè delineare l’ufficio ottimale che sul piano organizzativo presenta caratteristiche organizzative adeguate ad assicurare una funzionalità ottimale. Questo lavoro deve essere però considerato sulla base di altri indicatori, previsti dalla legge delega, come i fattori ambientali e territoriali. Su questo piano sta lavorando l’articolazione di competenza del ministero, che lavorerà su tutte le indicazioni pervenute dal territorio, compreso quindi quella degli avvocati lametini.
Al termine di questo lavoro, sarà preparata una relazione finale sulle modalità della legge delega e il ministro adotterà lo schema delegato che andrà al CSM e alla commissione Giustizia del Senato. Questo dunque è l’iter, a settembre il verdetto.
b.not.
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