
Lamezia Terme, 5 dicembre - Stiamo assistendo sulla stampa ad un comportamento poco rispettoso o troppo rispettoso della privacy altrui a seconda del soggetto di cui si parla. Mi spiego meglio: nei giorni scorsi, in seguito al sequestro di alcuni siti sul fiume Gaccia a Pianopoli, sono apparsi a caratteri cubitali nomi e cognomi dei “presunti colpevoli” come a dire che finalmente abbiamo risolto la problematica del fiume Gaccia, problematica che i più attenti sicuramente ricorderanno. Vorrei sapere, da parte della stampa, o da chi per essa, qual’é il criterio che si segue nel decidere di pubblicare un nome in sigla o per esteso o addirittura ometterlo. La forma dell'indicazione del nome per intero (vedi articolo di un giornale locale del 2/12/2010) viene usata, a mio parere, nei confronti di quei “colpevoli” che, consapevoli di essere tali, ricevono “garanzia” da parte di chi è preposto al controllo, garanzie che, a distanza di tempo, si rivelano illusorie.
Si deviano così le indagini e mentre si colpisce, giustamente, il titolare delle aziende o i proprietari dei terreni, che tra l’altro uno di essi aveva già nel mese di agosto smaltito quei pochi rifiuti esistenti paragonati a chi sa che cosa, intanto le autorità di competenza che dovevano e devono controllare un territorio così piccolo come Pianopoli, sfuggono alle proprie responsabilità. Mi chiedo oggi, che si continua a parlare del fiume Gaccia, se si sta cercando di spostare l'attenzione sui piccoli pesci, quelli che non hanno smaltito correttamente qualche pneumatico utilizzato in passato e qualche elettrodomestico dismesso, evidenziando i loro nomi senza pudore sui giornali per distogliere appunto le indagini su chi ha responsabilità vera e grave su tutta la vicenda Gaccia.
Certamente non sfugge, nemmeno all’occhio dell’osservatore poco attento, il tentativo di equiparare piccole irregolarità alla maxi-discarica scoperta lungo l’argine del fiume Gaccia. Mi chiedo ancora, perché quando furono sequestrati 4 Km di fiume la stampa evidenziò il numero degli avvisi di garanzia omettendo il nome di uno solo di essi e cioè il nome di Gianluca Cuda Sindaco di Pianopoli che, in occasione di lavori dalla Regione autorizzati per il risanamento e la bonifica del fiume Gaccia, si sarebbe appropriato di svariati metri di demanio iniziando un'opera che ha causato gravi danni ambientali e strutturali mettendo a rischio frana la collina di Dipodi abitata da 16 famiglie. Mi chiedo se la Madonna di Dipodi, così cara a tutti noi, stia proteggendo gli abitanti di Dipodi dal rischio crollo o il sindaco Gianluca Cuda dalle sue responsabilità! Per gli scoraggiati – poco consolante – c'è la giustizia divina che interviene solo dopo la morte ma, per gli altri, che non si accontentano del giudizio divino, ci sarà mai una giustizia? Io penso proprio di no perché assistiamo ormai da anni a Pianopoli ad un abuso di potere da parte delle autorità di competenza che, da una parte tendono a colpire le persone che hanno si sbagliato ma con la compiacenza di chi doveva controllare e, dall'altra a coprire quei reati commessi da chi invece predica bene, facendosi anche garante della giustizia e della legalità generale. Eludendo l'attenzione dal vero problema mi chiedo: si sta cercando di insabbiare la questione? Si sta cercando di proteggere qualcuno o qualcosa?
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