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Reggio Calabria, 5 aprile "Noi non abbiamo elementi ad oggi se non quello che è emerso sui giornali. Certo è che se sono stati commessi questi errori, sono gravi e ognuno dovrà prenderne atto e trarne le dovute conseguenze". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti incontrando i giornalisti in relazione ai consiglieri regionali indagati per peculato dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per la vicenda dei falsi rimborsi. "

E' anche vero però - ha aggiunto Scopelliti - che leggendo le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Reggio, Ottavio Sferlazza, un magistrato molto serio, emerge il fatto che ci vorrà ancora qualche tempo per capire chi sono gli eventuali responsabili. E, quindi, se ci sono degli infedeli nella politica, credo che anche su altri livelli ci siano degli infedeli che hanno trasmesso notizie che ancora oggi devono avere conferma dagli atti che la Procura giustamente porterà avanti".

"Credo che questo - ha detto Scopelliti - sia un fatto che ovviamente crea scompiglio, che crea e genera una confusione, forse voluta da alcuni per i quali tutto è melma. E noi non siamo d'accordo su questo. Penso che si tratti di un ennesimo gesto che certamente non aiuta questa Regione e la sua classe dirigente, che non è solamente quella politica, così come non aiuta le istituzioni calabresi. Chi è responsabile, certo, dovrà assumersi le sue responsabilità. Noi siamo garantisti, ma di fronte a errori così evidenti, qualora queste cose dovessero essere vere, non c'é altro da fare. Pare, comunque, che già qualcuna di queste situazioni cominci a smontarsi, come sembra essere il caso della 'lap dance, che altro non sarebbe che la pubblicita' del taxi o di un ristorante. Tutto questo serve a creare soltanto caos e a enfatizzare, in una regione che non ne ha bisogno, per la sua condizione sociale".

"E' gravissimo - ha concluso Scopelliti - enfatizzare in questo modo situazioni che forse non sono di tale gravità, ma che se dovessero essere sono di natura personale, ognuno dovrà risponderne non soltanto alla magistratura, ma anche ai partiti e ai cittadini".