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SDANGANELLILamezia Terme, 7 maggio - Il consigliere comunale di Progetto Lamezia Antonello Sdanganelli: interviene sulle “vicende tormentate del Catanzaro calcio” di cui “da molto tempo oramai si sta occupando un “tavolo istituzionale” a cui stanno partecipando assiduamente varie figure di rilievo politico, tutti impegnati, in un carosello di imprenditori, alla ricerca di una soluzione finanziaria mista pubblica e privata, che mantenga in vita la società calcistica. Poiché la stampa riporta, quotidianamente, di lunghe riunioni che occupano gran parte della giornata, - sottolinea -  se ne dovrebbe dedurre che le sorti della squadra di calcio del Catanzaro rappresentano il pensiero principale di una parte della classe dirigente provinciale e regionale. Ma così non dovrebbe essere, - stigmatizza e prosegue il consigliere Sdanganelli - soprattutto in un periodo come questo in cui la politica dovrebbe concentrarsi su ben altre priorità, e, da un osservatorio come quello di Lamezia Terme, la dedizione dei vertici politici al destino della squadra di calcio del capoluogo suscita non poche perplessità”. “Oltre a generare dispute localistiche su disparità di trattamento con altre squadre di calcio ed altri sport, - rimarca poi - non può sfuggire che la finanziaria del 2011, introducendo un’ulteriore linea di rigore e di condotta nella gestione delle risorse pubbliche, proibisce alla politica di finanziare lo sport agonistico, e tutte le società sportive devono imparare a mantenersi da sé” . Per Sdanganelli di “Progetto Lamezia” non può neppure essere “apprezzata la prolungata negoziazione, da parte degli stessi soggetti politici, con una cerchia ristretta di imprenditori per sensibilizzarli ad una generosità volta a risanare le casse esangui della squadra di calcio. Un tale atteggiamento – aggiunge - può ingenerare dubbi sulla tenuta della imparzialità dell’azione amministrativa nel momento in cui gli enti del “tavolo istituzionale”, dovendo poi ricorrere alle prestazioni di un operatore economico per beni, servizi, lavori, saranno chiamati ad una selezione paritaria fra quegli stessi imprenditori in concorso con altri rimasti neutrali alle vicende del calcio catanzarese”. Secondo il consigliere comunale lametino, infine, “si pongono questioni di opportunità, di etica e di estetica della politica che non possono essere contaminate dallo scopo di intercettare il consenso emotivo delle tifoserie. Al contrario, gli interventi spot sotto forma di contributi ed i privilegi per pochi siano radicalmente convertiti, ad ogni livello istituzionale, in progetti di politica sportiva, durevoli e non effimeri, al servizio di tutti gli operatori sportivi”.