Lamezia Terme, 13 marzo - “Voglio un confronto con il sindaco uscente Speranza e per l’ennesima volta lo invito a un faccia a faccia il prossimo 23 marzo nella sede storica del Comune in corso Numistrano, alla presenza dei cittadini”. Questo il termine perentorio usato dalla candidata al sindaco di centro destra Ida D’Ippolito nei confronti del sindaco uscente Gianni Speranza della coalizione di centro sinistra. Un botta e risposta, per ora, solo virtuale quello tra i candidati a sindaco che “si parlano” attraverso i mezzi d’informazione locale. Per la D’Ippolito “un sindaco che intende amministrare per il bene della collettività non può sfuggire o sottrarsi al confronto come sta facendo reiteratamente l’attuale primo cittadino. Tant’è che Speranza continua a mostrarsi in pubblico, soprattutto nelle televisioni, da solo poiché non ha mai voluto confrontarsi con me; al contrario della dottoressa Gabriella Reillo che ho ammirato per la sua correttezza, la quale ha sempre dichiarato che in caso di vittoria delle primarie avrebbe accettato di confrontarsi. Devo aggiungere – ha proseguito Ida D’Ippolito – che il sindaco mi ha invitato a leggere le delibere davanti ai cittadini. Non voglio mancare a questo confronto tant’è che all’Hotel Savantal mi sono presentata con giornalisti di vari orientamenti politici e lui non è venuto, ma io non demordo e continuo a chiedere il faccia a faccia”. Poi la candidata di centro destra si domanda “perché non farlo, fissando fin da ora la data del prossimo 23 marzo? Ritengo - prosegue - che si debba procedere in questa direzione, giacché il futuro della nostra città si gioca nel confronto tra i due schieramenti maggiori”. Poi la candidata D’Ippolito apre un altro “fronte”, ovvero quello dei “reali” competitor alla carica di primo cittadino che, benché si definisca “una persona che rispetta tutti”, “nel mio rispetto verso tutti non posso esimermi da un rilievo oggettivo: i competitors sono due, il sindaco uscente e lo sfidante che è Ida D’Ippolito e mi impegno fin da ora ad ascoltare e considerare con serietà e nell’interesse della collettività le esigenze di chi non si riconosce nei due poli. Il cosiddetto terzo (“polo”, nd.r.) - sottolinea poi - punta all’affermazione personale del suo candidato, non al bene della città. Per la D’Ippolito “quest’ultimo prosegue la sua campagna inneggiando al voto disgiunto, pur sapendo che i lametini sono nettamente contrari a questa ipotesi perché ritengono che i nostri programmi sono quelli più affidabili ed anche perché i lametini non si possono permettere il blocco e l’inerzia amministrativa in favore degli equilibrismi da porre in essere nel trovarsi alla guida di una coalizione di colore diverso. Inoltre - chiosa - il candidato del terzo polo offende palesemente i candidati delle sue stesse liste. Si ostina, infatti, a chiedere ai lametini la preferenza solo per lui e non per i candidati delle liste che lo appoggiano. Insomma, un vero e proprio “imbroglio” che i lametini ormai hanno scoperto. La richiesta del voto disgiunto non è quindi accettata dai lametini che sanno benissimo, sulla loro pelle, cosa significa eleggere un sindaco senza l’appoggio dei consiglieri e senza maggioranza”. Per la candidata D’Ippolito il voto disgiunto sarebbe “una eventualità che si tradurrebbe in completa inerzia amministrativa come è stato per i cinque anni trascorsi con l’avvicendamento di ben 24 assessori e tre direttori generali. Insomma, il caos più assoluto! Come nel calcio, quando una squadra non ottiene i risultati, è l’allenatore che deve essere sostituito. Infine – ha concluso – è stato promosso dagli Scout di Lamezia un incontro tra Speranza e me: ebbene, io ci sarò se anche Speranza viene al confronto. Al contrario, non ho intenzione di partecipare al faccia a faccia organizzato dal gruppo Giovanile di Pressione Politica in quanto, come noto a tutti in città, si tratta di un gruppo di giovani che non rappresentano il pensiero dei giovani Lametini, ma si tratta di un gruppo legato ad uno dei candidati in corsa alla carica di sindaco, come dimostra il gratuito inserimento del mio nome nella locandina di annuncio dell’evento. Non avendo ancora, infatti, comunicato la mia decisione. Tale inserimento, di fatto, evidenzia una forzatura, per non dire una costrizione, legata a precisi interessi”.
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