Salta al contenuto principale

catenacci

Lamezia Terme, 28 gennaio - Associazione per delinquere, truffa e reati ambientali. Questi i reati contestati  all'ex prefetto  di Catanzaro Corado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania, la cui firma era in calce al secondo decreto di scioglimento del comune di Lamezia Terme. Sia per Catenacci, attualmente assessore alla legalità nel comune di Positano, che per  Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, sono scattate le manette anche se ad entrambi sono stati concessi gli arresti domiciliari. Le accuse contestate dall’operazione “Rifiuti in mare”, condotta dalla procura di Napoli, riguarderebbero accordi illeciti tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che avrebbero avuto come conseguenza l'immissione in mare, nel tratto di costa tra Napoli e Caserta, di percolato non trattato. Nella stessa operazione condotta sia dai carabinieri del Noe che dalla Guardia di Finanza di Napoli  sono state tratte in arresto altre 14 persone mentre 38 sarebbero gli indagati: tra loro ci sono anche l’ex presidente della Regione Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale L.N., l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi.