Arriva l'opera teatrale sulla vita di Natuzza, la mistica di Paravati

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Catanzaro - Dopo l’Opera musicale "Francesco de Paula", dedicata alla vita di San Francesco di Paola, il musicista e compositore calabrese Francesco Perri ha da poco terminato la scrittura dell'Opera teatrale "Natuzza", dedicata alla vita della mistica di Paravati conosciuta in tutto il mondo. La regia dello spettacolo, anche in questa occasione, è affidata a Marco Simeoli. La prima assoluta è prevista per fine maggio. La produzione teatrale, come gia' avvenuto per la maestosa nuova versione di "Francesco de Paula" andata in scena lo scorso novembre al Palacalafiore di Reggio Calabria, sarà di Ruggero Pegna. "A dieci anni dalla scomparsa della mistica calabrese, tra le piu' conosciute dell'era contemporanea - afferma Francesco Perri - questo lavoro su Natuzza vuole essere un importante tributo alla sua figura e alla sua fortissima personalità e, al contempo, un progetto non solo artistico, con l'intento di unire misticismo, territorio, religiosità, valori identitari, insomma un grande messaggio di cristianità da una terra, come la Calabria, che ha vissuto intensamente la sua presenza prodigiosa, connotata da un'infinità di racconti e testimonianze popolari sui suoi doni e sulla sua immensa disponibilità ad ascoltare chiunque e a pregare per dare sollievo e conforto, in particolare a malati e bisognosi.". Natuzza vuole essere il progetto religioso conclusivo di uno speciale cammino artistico di Francesco Perri, (premiato a marzo per la migliore colonna sonora, "The Guardian of the Ice", al Winter Film Award di New York"), partito nel 2016 con Francesco de Paula, in cui convergono le esperienze narrative precedenti ed altre tipologie di nuove rappresentazioni con molteplici sfaccettature artistiche, sinestetiche e di contaminazioni. Il lavoro Natuzza identifica la vicenda umana e religiosa di questa "donna speciale", mamma di cinque figli, ma anche "mamma" di tutti i suoi fedeli, personalità calabrese tra le più importanti figure mistiche del '900. Il lavoro avrà una duplice identità: territoriale e da esportazione, caratterizzandosi come importante veicolo di valori positivi oltre che biografici.

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