Lamezia Terme, 11 giugno - “Eravamo stati già solidali con l’appello fatto del Procuratore di Catanzaro, il dottor Borelli, che, in apertura di anno giudiziario, aveva detto che la Procura di Catanzaro lavora con pochi uomini e mezzi, ma ora ci sembra che la solidarietà non basti più, ci pare che la richiesta di rinforzare gli organici debba diventare una vera e propria battaglia.” – E’ quanto afferma la Segreteria Regionale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia. “Da anni – continua il Coisp della Calabria - rilanciamo sul fatto che uno Governo che voglia davvero garantire legalità e sicurezza non può continuare a rimanere sordo alle richieste di chi, in prima linea ogni giorno, proprio per garantire legalità e sicurezza rischia la propria vita.
Vale per gli operatori delle Forze di Polizia ma in alcune parti d’Italia vale anche per i Magistrati. L’attentato sventato, solo grazie a un fine lavoro investigativo che si è avvalso dell’uso delle intercettazioni (mezzo che sempre questo Governo voleva cancellare), è solo la punta dell’iceberg di una situazione in cui l’aspetto delinquenziale è solo ciò che si vede. I sacrifici, professionali e umani, l’abnegazione verso il lavoro e gli scarsi mezzi con cui queste attività vengono condotte invece restano a margine pur costituendo l’aspetto più preoccupante. Ecco perché il Coisp – conclude il Sindacato Indipendente di Polizia calabrese - non può rimanere sordo ma neanche zitto rispetto a ciò e vuole essere accanto a tutti coloro, Magistrati e appartenenti alle Forze di Polizia, che avvertono come pressante la necessità di chiedere al Governo un’inversione di rotta. Sappiamo che i bilanci vanno fatti quadrare, ma un euro in meno al Comparto Sicurezza e all’apparato della Giustizia, è un obolo in più pagato alla causa criminale di quell’antistato che va più veloce dello Stato”.
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