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rifiuti

Lamezia Terme, 4 maggio – Se in un’ intervista apparsa oggi su Il Sole 24 Ore il Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria, generale Graziano Melandri afferma che la situazione “è tragica e attualmente senza via d'uscita” e che “le politiche commissariali sono fallite", dall’altra sempre Melandri si sente di dover specificare come “prima, per l'individuazione delle discariche era necessario il concerto dei sindaci, adesso il commissario può decidere autonomamente sentiti i sindaci, il cui parere è obbligatorio, ma non vincolante. Spero – ha sottolineato - di non dovere avvalermi di questa facoltà ma tengano presente che ce l'ho". Infine, nell’intervista il Commissario straordinario all’emergenza rifiuti annuncia che “ ci sarà un rincaro in tariffa, ma l'utente nemmeno se ne accorgerà perché fin qui abbiamo ancora le tariffe più basse d'Italia".

Fin qui il Commissario Melandri. Ma la notizia che arriva da Roma è che tre parlamentari del Pd Franco Laratta, Nicodemo Oliverio e Cesare Marini, abbiano chiesto proprio oggi, in una interrogazione alla Camera di “chiudere l'Ufficio del commissario per l'emergenza ambientale alla luce del totale fallimento dopo oltre 14 anni di attività, e affidare alla Regione i poteri che le competono". "La Calabria - scrivono i tre deputati - secondo quanto affermato dal Commissario per l'emergenza ambientale, Graziano Melandri, si trova in piena e drammatica emergenza, visto che è 'miseramente fallito l'attuale sistema rifiutì. Melandri, che é succeduto al presidente Scopelliti che per alcuni mesi è stata Commissario per l'Emergenza ambientale, è l'ennesimo commissario in 14 anni di attività di quell'Ufficio che è la rappresentanza evidente e inequivocabile del fallimento di tutto un sistema". "E' in fase di approvazione – precisano poi nell'interrogazione - la relazione sul ciclo integrato dei rifiuti che riguarda la Calabria, da parte della Bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti che parla di uno spreco di oltre 13 milioni di euro soltanto negli ultimi 3 anni, senza avere costruito un solo impianto e senza avere attivato percorsi concreti di raccolta differenziata. La Commissione stigmatizza, in particolare modo, il fatto che nessuno dei contratti stipulati dai commissari delegati risulta sottoposto al controllo preventivo della Corte dei Conti e, per altro verso, vi è stata una produzione alluvionale di ordinanze commissariali, spesso contraddittorie e confuse. Nella relazione del Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente - aggiungono - si sottolinea come tra il 1998 e il 2006 l'Ufficio del Commissario abbia potuto gestire circa 700 milioni di euro, risorse che, ad oggi, sono lievitate a ben oltre il miliardo di euro, a fronte degli insufficienti risultati ottenuti. La sezione regionale della Corte dei Conti di Catanzaro ha chiaramente parlato di 'fallimento della esperienza commissariale'. La situazione che si è determinata non può consentire alla Regione, che è responsabile in termini di pianificazione, di scaricare le responsabilità sul sistema degli enti locali e in particolare su quei comuni che sono impegnati nella competizione elettorale in corso".