Cardinale Bassetti a Lamezia: “Amministratori siano servitori della gioia di tutti”

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Lamezia Terme - “Oggi come ieri, l’amministratore è chiamato ad essere vicino al popolo senza vendere sogni, miraggi o nemici su cui sfogare le frustrazioni sociali, ed è chiamato a farsi portavoce e, per quanto possibile, risolutore dei problemi che affliggono la società. Le nostre città, la nostra Italia e, lasciatemelo dire, la nostra Europa hanno sempre più bisogno di uomini e donne che attraverso la politica e l’amministrazione si facciano, come direbbe il santo vescovo monsignor Tonino Bello, “servitori della gioia” di tutti”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Presidente della conferenza episcopale italiana, intervenuto a Lamezia Terme per il Festival della dottrina sociale della Chiesa, per la prima volta in una città del Sud Italia, in preparazione all’annale evento di Verona che si svolgerà a novembre. Nella sua prolusione in Cattedrale, di fronte a sindaci e amministratori di tutta la diocesi lametina e a diversi imprenditori dell’hinterland, il cardinale Bassetti ha rilanciato “l’urgenza dell’impegno sociale dei cattolici”, “un impegno sapiente, concreto e fattivo che parta da una conoscenza autentica della dottrina sociale della Chiesa Cattolica e sappia metterla in pratica per il bene dell’Italia e di tutta la popolazione. Un impegno, dunque, che guardi con attenzione al popolo ma che non presti il fianco alle derive populiste. Si tratta di una sfida difficile e complessa, ambiziosa e importante. In questa sfida, l'impegno dei cristiani è, non solo auspicabile, ma assolutamente doveroso”. Il capo dei vescovi italiani pone di fronte al Paese due priorità, “un nuovo patto sociale tra gli uomini e le donne di buona volontà che abbiano veramente a cuore il bene comune” e  “un grande Piano di sviluppo per l’Italia che si basi su due elementi di cruciale importanza: la famiglia e la messa in sicurezza del territorio”.

Agli amministratori, il presule indica come esempio attuale, Giorgio La Pira, “un amministratore attento alle “attese della povera gente”, che nel suo tempo riguardavano il diritto al lavoro, alla casa, allo studio, ad una esistenza dignitosa. Oggi le cose sono in parte cambiate, ma “le attese della povera gente” esistono ancora. Esse si annidano in vasti settori della società. Le “attese” di oggi sono quelle del lavoro, specie per i giovani, costretti ad andarsene dalla propria terra per sopravvivere; sono quelle della giustizia contro il malaffare e la criminalità organizzata che è diffusa purtroppo in tutto il Paese; sono quelle delle famiglie spaccate che soffrono nel silenzio delle solitudini urbane e nell’avvizzimento dei sentimenti; sono quelle degli anziani che non si sentono più utili e non avvertono più quell’amore di cui avrebbero tanto bisogno; sono quelle del rispetto del territorio e dell’ecosistema; di una scuola efficiente e giusta; di una sanità accessibile a tutti; e, infine, di un uso del potere corretto e trasparente”. L’appello del cardinale Bassetti da Lamezia ai laici cristiani di tutta Italia a “svolgere un ruolo da protagonisti nel futuro del nostro Paese. Come cristiani, come fedeli e come popolo, abbiamo anche noi le nostre responsabilità. Abbiamo il dovere di interessarci della cosa pubblica, di parteciparvi, di esporre progetti ed eventualmente di presentare critiche. Ma abbiamo anche il dovere di essere vicini con il consiglio e con il sostegno amicale a quanti si caricano sulle spalle il peso del governo”.

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Anticipando i contenuti del prossimo Festival di Verona, monsignor Adriano Vincenzi parla di “segni nuovi che si vedono qui a Lamezia e il Festival è un’occasione per metterli insieme,  con più di cento aziende da tutta Italia che si scambieranno conoscenze ed esperienze per migliorarsi  vicenda”.  Una sfida “a lavorare insieme per il bene comune della nostra diocesi e della nostra città che attraversa un momento difficilissimo”, è quello delle scuole di dottrina sociale per il direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro don Fabio Stanizzo. “Una società che non offre opportunità ai giovani è una società ingiusta”, ha affermato il vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora sottolineando come “non ci rendiamo conto che i figli della nostra terra continuano ad emigrare nel 2018. La Calabria rischia di morire dissanguata a causa delle emigrazioni dei suoi giovani. Non è tempo di piagnistei, è tempo per la Chiesa di impegnarsi per il bene comune. Il progetto di formazione e lavoro avviato alla fondazione San Tarciso in collaborazione con il consorzio Elis è una risposta concreta alla domanda di occupazione di futuro del nostro territorio”

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