Lamezia Terme, 3 aprile - "A qualche giorno di distanza dalle elezioni, la Casa della Legalità e della Cultura di Lamezia ha ritenuto fare un’attenta analisi, di quanto successo, dall’inizio della campagna elettorale fino alla conclusione dello spoglio. Una campagna elettorale, per certi versi patetica e ridicola, non poteva che concludersi con un risultato che ha visto in testa un sindaco di centro sinistra e una maggioranza di centro destra.
Ma questo risultato anomalo è solo la conseguenza del famigerato voto disgiunto su cui, però, non è intenzione dell’associazione porre l’attenzione. I problemi, in effetti, sono ben altri.
E’ stata una campagna elettorale, movimentata da diverse intimidazioni, che ha visto partecipi (alla faccia del DDL Lazzati) soggetti che non avrebbero dovuto farla, se non da un punto di vista prettamente legale, quantomeno da un punto di vista morale.
Nel numero 140 de “Il Lametino”, uscito lo scorso mese di marzo, compare un interessantissimo articolo sui “magnifici sette”, ovvero “quei personaggi la cui presenza in Consiglio comunale determinò alla fine del 2002 lo scioglimento dell’assemblea cittadina perché permeabile a eventuali pressioni della criminalità organizzata”. L’articolo fa riferimento a soggetti imparentati con esponenti della criminalità organizzata lametina citati nella Relazione sugli accertamenti eseguiti presso il Comune di Lamezia Terme dalla “Commissione di accesso” nell'agosto del 2002. Molti dei quali di nuovo candidati alle elezioni comunali del 2010, anzi quasi sicuramente c’è chi entrerà in consiglio comunale.
E non è finita qui! Pare proprio che durante le operazioni di voto non sia andato tutto liscio. A Sambiase un quarantenne è stato arrestato dalla polizia di Stato dopo essere stato sorpreso in un seggio con una scheda elettorale manomessa che cercava di inserire nell’urna per l’elezione del sindaco, a Scinà un elettore ha fotografato col telefonino la sua scheda già votata, mentre a Bella due giovani sono stati sorpresi all'ingresso del seggio con dei facsimile. Peccato però che nessuno si sia accorto di quanto accaduto nella sezione n. 58 dell’IPSIA di Via Miceli dove decine di persone ROM erano in fila per votare con una busta bianca in mano. Cosa conteneva quella busta non ci è dato saperlo.
Cosi ci avviamo al ballottaggio mentre si lamentano anomalie nei risultati e c’è persino chi non si è ritrovato il proprio voto nella propria sezione. Che fine avrà fatto?
No, non è un pesce d’aprile,è la realtà della nostra amata Lamezia."
Casa della Legalità e della Cultura Onlus Sicurezza Sociale - Sezione Territoriale di Lamezia Terme
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