
Lamezia Terme, 18 aprile - Si è discussa oggi, dinanzi la Terza sezione della Corte di Cassazione, l’udienza relativa ai medici specializzati nel periodo 1982-1991. Dopo le sentenze della Corte d’Appello di Genova e di altri Tribunali di tutta Italia - che hanno dato ragione ai medici, riconoscendo loro i compensi spettanti in base alle norme comunitarie e finora non corrisposti - anche il Procuratore Generale, Ignazio Patrono, ha espresso oggi un parere che rafforza i diritti dei medici che si sono specializzati prima del 1991: non c’è prescrizione, se la direttiva che riconosce la loro remunerazione nel periodo di specializzazione non è stata attuata. Con questa motivazione, il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto di respingere i ricorsi presentati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministero dell’Economia, della Salute e dell’Istruzione.
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“Si tratta di una presa di posizione importantissima - affermano dal Codacons - che afferma che il diritto dei medici specializzati non si può prescrivere, e rafforza la posizione di coloro che hanno avviato attraverso il Codacons le azioni risarcitorie. Grazie a tale decisione del Procuratore Generale - aggiungono - l’associazione ha deciso di riaprire anche in Calabria i termini per il ricorso in favore dei medici specializzati nel periodo ‘82-91: entro il 31 maggio, gli interessati (seguendo le istruzioni riportate sul sito www.codacons.it) potranno aderire all’azione del Codacons e chiedere le retribuzioni non corrisposte, pari a 40mila euro ciascuno”.