
Lamezia Terme, 31 luglio – Si è svolto ieri mattina a Catanzaro il sit-in di protesta organizzato dal comitato formatosi, nei giorni scorsi, allo scopo di ottenere la verità e la bonifica della Seteco S.r.l, la fabbrica che produceva fertilizzanti nel territorio di Marcellinara, lungo la Strada dei due Mari.
Nonostante lo stabilimento sia stato posto sotto sequestro su disposizione della Procura di Catanzaro, continua ancora ad emettere fumi inquinanti e maleodoranti dovuti all’autocombustione di tonnellate di rifiuti di ogni tipo, spingendo molte persone a lamentarsi e a sporgere denuncia.
Muniti di simboliche mascherine e di striscioni, i manifestanti si sono radunati in Piazza Grimaldi per chiedere, oltre all’immediata bonifica dell’opificio, la verità riguardo al tipo di esalazioni emanate, agli effetti sull’ambiente e ai possibili rischi sulla salute, considerando anche che alcuni spazi adiacenti alla struttura vengono utilizzati per il pascolo di animali, di conseguenza i fumi potrebbero influire sulla sicurezza dei prodotti alimentari. Altra questione messa in evidenza dai manifestanti è stata quella di un possibile inquinamento della falda acquifera, dovuta al deposito di scarti di lavorazione lungo il perimetro dello stabilimento.
A metà mattinata, una delegazione del comitato è stata ricevuta nella sede della Giunta regionale di Palazzo Alemmanni dal capo di gabinetto del governatore Giuseppe Scopelliti. A questo è stato anche avanzata una soluzione immediata del problema consistente nel conferimento dei rifiuti ammassati nella fabbrica ad una nota azienda operante sul territorio nel settore della fabbricazione di compost.
L’interlocutore regionale ha assicurato la delegazione a fornire una risposta concreta sulla questione, entro una settimana, di concerto con la magistratura, attivandosi presso l’Apacal e gli organi competenti per fare chiarezza sul tipo di aria che si è respirata nella zona della Seteco negli ultimi 4 anni.© RIPRODUZIONE RISERVATA