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Lamezia Terme, 3 aprile - Nei giorni compresi fra il 14 e il 20 Aprile 2010, presso il Complesso Monumentale del San Domenico, a Lamezia Terme, saranno presenti i pittori Rosella Cerra e Alberto Badolato con la mostra “Visitatori della materia”. L’inaugurazione è fissata per mercoledì 14 aprile alle ore 18:00, la mostra rimarrà aperta nei seguenti orari: 10:00-13:00 / 17:00 20:00. La collaborazione fra i due artisti è nata da un comune, seppur differente, interesse per la materia: quello di Alberto Badolato orientato verso una sua indagine, nelle forme, nei colori, nelle sembianze che essa può assumere; quello di Rosella Cerra tendente invece ad una ricerca più radicata nel suo significato terreno e simbolico. Partendo da ciò, i due artisti hanno operato sulla superficie sovrapponendo, a quattro mani, colore e materia con quella frenesia che rende quasi inconsapevole e casuale tale accostamento, per il puro piacere di lasciare una traccia concreta della loro indagine. Le opere in mostra hanno come filo conduttore la visitazione di opere del passato. La tradizionale visitazione  assecondata, quasi con distacco, dagli stessi Maestri visitati. Sembra che i pittori abbiano lasciato che figure di antichi dipinti divenissero i visitatori ideali delle loro opere. Nell’accogliere tali autorevoli ospiti i linguaggi degli artisti hanno trovato, nella loro fusione, l’esaltazione delle singole divergenze. Nella mostra i due artisti si sono riservati uno spazio personale dove espongono separatamente le loro opere degli ultimi anni. Qui è possibile vedere, nelle opere di Alberto Badolato, una gamma cromatica chiara, brillante e trasparente, resa tale grazie all’utilizzo di colori ad acquerello, assorbiti, diffusi o respinti dalla materia di base. Ancora, nelle stesse superfici, l’apparente casualità della materia interagisce, combinandosi, con un elemento decisamente razionale, scandito da linee e forme dorate. Nelle opere di Rosella Cerra, la materia si genera mediante i caratterizzanti volumi corposi, imponendosi con la sua funzione antropocentrica, colorandosi delle tonalità terrose che animano la ricerca di forme primitive, caratterizzandosi nella sua funzione indissolubilmente legata al culto della “Grande Madre”. La materia si autodefinisce come forma e contenuto, origine ed evoluzione, colore e acromia. Dai percorsi individuali è possibile leggere divergenze e convergenze dei due artisti, trovando la chiave di lettura del loro discorso comune.