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di Martina Cuglietta

Falerna, 6 novembre- La parrocchia di Falerna e Castiglione Marittimo, guidata dal sacerdote Don Biagio Palmeri, si è riunita nella chiesa dell’Annunziata nel ricordo di coloro che persero la vita in guerra, siano essi stati militanti che gente senz’arma. Con i fedeli erano presenti una rappresentanza della giunta comunale guidata dal sindaco Costanzo, il presidente Grandinetti con i soci tutti della Società Operaia e il maresciallo dell’arma dei carabinieri Capoccetta. Il sacerdote Don Biagio non ha potuto non esprimere parole di speranza per una comunità cristiana unita, libera e solidale sotto l’esempio di quei valori lasciateci in eredità dai caduti in guerra. L’unità, tema ricorrente anche nel discorso del presidente Grandinetti della Società Operaia, sita a fianco della chiesa dell’Annunziata dove si è svolta la seconda parte della celebrazione in quanto ospita, nel suo giardino, il monumento in onore dei caduti in guerra di Castiglione Marittimo, che nel 150esimo anniversario sembra ormai troppo lontana. Non è mancata, da parte del presidente, la denuncia di una politica che pare ormai abbia dimenticato quei valori di libertà, speranza e unità contenuti nel “canto degli italiani” e che oggi sembrano non risuonare più tra i politicanti legati troppo alla poltrona e meno all’Italia di Mameli, di Garibaldi, di Mazzini. Un’unità messa in discussione e minata da ideali che non possono essere condivisi. Mameli scriveva, come ricorda lo stesso presidente, “Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi”, parole che dovrebbero far riflettere coloro che per amor di poltrona creano divisioni e sfiducia. Dopo il presidente, anche il sindaco Costanzo ha preso parola e, con il suo discorso, ha esaltato quei valori di pace e di unità protagonisti in questa giornata di ricordo. La celebrazione si è conclusa con la lettura della preghiera dei caduti e con la preghiera per la patria letta dal maresciallo Capoccetta, con la deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento e la benedizione del sacerdote. L’inno di Mameli, suonato dalla banda del comune di Falerna, e un lungo e commosso applauso hanno concluso la celebrazione.

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