
Lamezia Terme, 24 marzo – In tempi di crisi libica e crisi petrolifera, con le pompe di benzina che già sfiorano, ed in alcune zone della Calabria, e di Lamezia in particolare, superano quota 1,60 a litro, ecco arrivare la nuova batosta per gli automobilisti calabresi: il fondo unico per la Cultura. In sostanza, il Consiglio dei Ministri di ieri ha varato un provvedimento che dovrebbe portare al ministero per i Beni e le Attività culturali, presieduto da ieri da Giancarlo Galan, 236 milioni di euro l’anno di cui: 149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, artistico, architettonico, e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. Come contropartita, se così si può dire, gli italiani pagheranno un euro in meno sul costo del biglietto quando decideranno di andare al cinema.
La tassa sulla benzina oscillerà tra 1 e 2 centesimi al litro e, per i calabresi in particolare, questo balzello si andrà ad aggiungere alla nuova tassa varata nei mesi scorsi dalla Giunta Scopelliti, ovvero a quei 0,25 centesimi per litro di benzina. Il tutto in una situazione di crisi petrolifera e speculativa che già prima della crisi libica faceva registrare, in diversi distributori lametini e calabresi, quota 1,60 euro per litro.
Secondo il commissario regionale del Pd calabrese, il senatore Adriano Musi, vice presidente della commissione Finanze del Senato “il governo ha preso a pretesto una causa giusta, come il finanziamento del fondo per la cultura, per imporre agli italiani l’ennesimo balzello, caricando di ulteriori tasse il prezzo della benzina, già spropositato. Forse è stata persa l’occasione per mettere a buon frutto i 15 miliardi di recupero dell’evasione fiscale, propagandati dal governo, il cui impiego avrebbe evitato di incidere ulteriormente sul prezzo dei carburanti”.
“Il costo dei carburanti in Italia – spiega – è tra i più alti in Europa. A pagare il prezzo più alto, ancora una volta, - aggiunge - saranno il Mezzogiorno e la Calabria in particolare, visto che in quest’ultima regione la giunta di centro-destra aveva già imposto un’addizionale sui carburanti”.
Per Musi “i calabresi, già vessati da un sistema infrastrutturale inadeguato, saranno costretti a maggiori esborsi per i loro spostamenti, tenuto anche conto – fa rilevare Musi - dell’intenzione del governo di introdurre il pedaggio sull’A/3, di cui gran parte dei pendolari calabresi è costretta a fare uso in assenza di una viabilità alternativa. Sono convinto - sottolinea poi - che la Calabria sarebbe disponibile a qualsiasi sacrificio, in presenza di politiche dei trasporti adeguate alle sue esigenze ed in particolare di interventi finalizzati, per esempio, a trasformare le strade statali 106 e 18 tirrenica in delle arterie meno pericolose ed al passo con i tempi. Ma, come dimostrano anche i tagli imposti ai servizi di Trenitalie ed Alitalia, il centro-destra – conclude Musi - non ha una politica dei trasporti per il Mezzogiorno”.
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