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Musi

Lamezia Terme, 16 luglio - “I dati diffusi dall’Istat indicano in Calabria, Basilicata e Sicilia le regioni  italiane con il maggior numero di poveri. Questo dovrebbe spingere tutte le forze politiche ad una riflessione seria sulle condizioni materiali del Paese e della parte meridionale di esso in particolare”. Lo afferma il senatore Adriano Musi, commissario del Pd calabrese.  “I tagli alle pensioni, la precarizzazione del mondo del lavoro, lo storno di fondi destinati al Mezzogiorno,  il taglio dei trasferimenti agli enti locali,  la lentezza con cui si provvede all’infrastrutturazione di quest’area del Paese, l’assenza di un sistema di trasporti efficiente, i ticket sulla sanita’, soprattutto  in una regione, la Calabria, che chiude gli ospedali – afferma Musi – non contribuiscono certo al riallineamento delle sorti Sud a quelle delle altre regioni, che peraltro non e’ notoriamente l’impegno prioritario di questo governo.  L’Istat  – dice Musi -  conferma quella che e’ la realta’ quotidiana dei cittadini calabresi e meridionali. Gli istituti di statistica studiano il Mezzogiorno, l’unico assente e’ il governo, il quale tollera un piano quinquennale  come quello delle Ferrovie dello Stato, che isola il Sud in piena stagione turistica,  e sorvola sulla crisi del porto di Gioia Tauro. Se a cio’ si aggiungono le difficolta’ in  cui operano, nelle regioni  interessate dalla presenza delle mafie, la magistratura e le forze dell’ordine, carenti di uomini e mezzi e penalizzate da ulteriori tagli alle poche risorse ad esse destinate, si ha la misura di un Meridione sostanzialmente abbandonato alla criminalita’, nonostante gli sforzi degli organi inquirenti.  La politica tutta – conclude Musi – a 150 anni dall’unificazione politica dell’Italia, celebrata con grande enfasi oratoria, deve realizzare davvero l’unita’ del Paese riportare il Sud al centro dell’interesse nazionale”.