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Lamezia Terme, 20 marzo - Sono stati abbandonati in un sacchetto di plastica con il doppio nodo e gettati in uno dei cassonetti dell’immondizia di piazza Mazzini (già d’Armi). Questa è la storia di quattro cuccioli di cane nati presumibilmente da pochi giorni e abbandonati con estrema crudeltà dal padrone della loro madre in un bidone semivuoto ai bordi della piazza. Ad accorgersene per prima è stata una signora che ha iniziato a piangere vicino al cassonetto, attratta dai piccoli guaiti, ma non sapendo cosa fare. “La signora era lì vicino al cassonetto e piangeva - ci racconta Vincenzo Anania, proprietario di un noto locale in via Garibaldi. “Ho guardato nel fondo del cassone - aggiunge - e ho capito che lì sotto dovevano esserci degli animali, forse gatti rimasti intrappolati”. Anania ha chiesto aiuto ad un negozio vicino, facendosi dare qualcosa che potesse portare alla luce un apparente fagotto dell’immondizia. Una volta tirata fuori la busta di plastica, ed allentato il doppio nodo, sono subito balzati fuori due piccoli cuccioli di cane, mentre uno degli altri due era già morto e l’altro respirava a fatica. Per capire come muoversi Anania ha avvertito, tramite centralino, il servizio veterinario. Grande la solidarietà dei passanti che, nel frattempo, avevano formato un piccolo capannello di gente. C’è chi ha offerto una coperta di pile che aveva nell’auto lì parcheggiata i e chi, come una veterinaria, ha preso in consegna i cuccioli e li ha dati provvisoriamente ad alcuni conoscenti. Lì uno dei tre, il più mal ridotto, è arrivato morto mentre gli altri due, molto più arzilli, sono stati accolti da una cagna che li ha accolti ed allattati. Ora, però, i due cagnolini cercano casa e, quindi, chi fosse veramente interessato ad adottarne uno, o entrambi, potrà mandarci una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. così da mettervi in contatto con i proprietari della cagna che li sta allattando. Un lieto fine possibile, dopo tanta crudeltà nell’abbandono.

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