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Lamezia Terme, 13 aprile – In queste ultime settimane sono state diverse le operazioni condotte dal Nec (Nucleo Ecologico Comunale), ossia dagli uomini del corpo di polizia municipale in materia di abusi edilizi. C’è chi però, nell’estesa periferia lametina, continua a vivere di abusi edilizi e non tollera che qualche vicino di terreno o di casa, con più alto senso civico, li denunci per costruzioni non in regola. Così capita che in contrada Lagani qualcuno, presumibilmente una donna, scriva un cartello con su scritto improperi contro chi sta dalla parte della legalità ed ha deciso di denunciare, così come dovrebbe essere la regola, il vicino o conoscente che trasgredisce.
Marco Grande, del Circolo Italia de Valori “Peppino Impastato” ha fotografato il manifesto ed ha inviato una nota stampa in cui spiega come “Appena abbiamo visto il manifesto non volevamo credere ai nostri occhi… Ma purtroppo era vero. In contrada Lagani, zona in cui i vigili urbani hanno effettuato denunce per abusi ed irregolarità in edilizia, accanto ai manifesti funebri, è apparso un manifesto di pessimo gusto, intimidatorio e dai caratteri prettamente malavitosi. Condanniamo fortemente questo deplorevole atto, siamo vicini agli abitanti della zona per l’aberrante fatto accaduto. Per fortuna - aggiungono da Italia dei Valori - continua ad esserci chi nella nostra città non accetta la violenza, non accetta l’intimidazione, e denuncia gli abusi ed il malaffare. Noi di Italia dei Valori siamo al fianco degli abitanti di contrada Lagani, che con libertà e coraggio si oppongono agli abusi: siamo decisi a non piegarci a questi vili atti intimidatori e chiediamo alle Forze dell’Ordine una particolare attenzione sulla zona per evitare ritorsioni sugli abitanti onesti”. Il circolo Peppino Impastato ha concluso dicendo che per “questo noi di Italia dei Valori e tutta la Lamezia sana, siamo con voi sperando che non compaiano altri simili obbrobri nella nostra città che si sta risollevando dal torpore degli anni passati”. Un gesto, aggiungiamo, che qualifica chi vive di illegalità anche nel parlare e nel sentire suo quotidiano.