Lamezia Terme, 26 marzo - L’Associazione Antiracket, promotrice nelle scorse settimane della campagna di sottoscrizione di un “codice etico” per la composizione delle liste che concorrono alle imminenti Amministrative, ha oggi diramato un comunicato che, di seguito, riportiamo integralmente.
“La proposta di firmare quello che poi è stato definito “il codice etico dell’ALA”, ai candidati a sindaco e alle liste a sostegno, è il risultato di una seria valutazione dello stato della nostra Città da parte del Direttivo dell’Associazione Antiracket Lamezia.. Era parso ben chiaro che ci fossero tutte le condizioni per scatenare le insane voglie delle cosche lametine e di quella parte della società, fatta di imprenditori, commercianti, professionisti ed altro, che insieme alla ‘ndrangheta fa affari e quindi ne fa parte a pieno titolo, di cercare di incidere in questa campagna elettorale e quindi sulle scelte della futura Amministrazione.
Purtroppo, e le vicende delle ultime settimane lo dimostrano, avevamo visto giusto, anzi possiamo dire che i fatti sono andati ben oltre ogni più nera aspettativa in quanto non credevamo che la situazione degenerasse fino a questo punto. Sembra chiaro che ci sia chi non voglia rassegnarsi a capire che la nostra città ha intrapreso un cammino che le restituisca la dignità che in tanti hanno contribuito a farle perdere, e con la forza delle intimidazioni mafiose cerca nuovamente di ricoprirla di fango. E’ scontato che se si presentano oltre seicento candidati nelle liste per il consiglio comunale, anche per un puro calcolo statistico, ve ne siano alcuni che fanno chiaro riferimento ai clan mafiosi della città. Infatti i tanti “ sensori” dell’ALA presenti in città, hanno potuto constatare che alcuni personaggi abituati a frequentare carceri e tribunali e non sedi di partito o di movimenti, hanno fatto campagna elettorale per alcuni di questi candidati. A questi signori vogliamo dire che, nella malaugurata ipotesi di elezione al consiglio comunale, dovranno stare molto attenti non solo a ciò che faranno, ma anche a ciò che diranno. Sono a viso scoperto. Garantiamo che saremo pronti a denunciarli di fronte a tutta la città. Solo perché siamo fiduciosi nella capacità di scegliere di gran parte dei nostri concittadini e per evitare di essere accusati di intervenire direttamente nella competizione elettorale, oggi evitiamo di fare dei nomi. Fatte queste doverose premesse, veniamo al dunque. Eravamo sicuri che il nostro “codice etico” sarebbe stato sottoscritto da tutti. Fosse anche solo per mero fatto elettorale. Eppure…
Il candidato a sindaco Salvatore Vescio ha sottoscritto la condivisione dei punti oggetto del programma e ci ha comunicato che, essendo suo malgrado occupato in ben altre “vicende”, ha potuto contattare solo telefonicamente i candidati della sua lista, che si sono dichiarati pronti a sottoscrivere la dichiarazione dell’ALA.
Anche il candidato Roberto Molinaro ha aderito e ha consegnato la lista completa dei suoi candidati che hanno sottoscritto la nostra autocertificazione. Il sindaco uscente Gianni Speranza ha aderito,e lo stesso hanno fatto in modo compiuto le liste con il suo nome che lo sostengono. Per le altre tre liste di partito a sostegno di Speranza, abbiamo ricevuto una dichiarazione di adesione di tutti i candidati alla nostra proposta firmata dai segretari di ciascun partito. Ida D’Ippolito ha condiviso e firmato il nostro documento durante un incontro con i vertici dell’ALA e il segretario cittadino del PDL ci ha consegnato le autocertificazioni firmate da tutti i candidati. Per tutte le altre liste a sostegno, ci è stato consegnato un documento a firma di tutti i segretari della coalizione nel quale si dichiara che tutti i loro candidati hanno aderito e sottoscritto. Per quanto concerne Francesco Grandinetti, nonostante in alcuni incontri ci era sembrato di capire una certa condivisione, forse forte della titolarità del Centro Studi Lazzati ha inteso snobbare la nostra iniziativa.
Ma noi siamo molto soddisfatti perchè crediamo di aver raggiunto il nostro scopo, che in fondo era quello di porre la questione delle infiltrazioni mafiose al centro del dibattito politico. Il nostro unico interesse è che in città si continui, magari accelerando, a percorrere la strada della legalità e del rifiuto di qualsiasi logica mafiosa, e noi continueremo a esserci, sempre più incisivi, Collaborando con chiunque sarà eletto nuovo Sindaco di Lamezia”.
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