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palazzo_benincasa_ora_dissequestrato
Lamezia Terme, 30 marzo - La Corte d'Appello di Catanzaro ha revocato la confisca di un fabbricato all'imprenditore nel settore ittico, Gino Benincasa, ucciso in un agguato nel 2008 a Lamezia Terme. Il fabbricato di quattro piani, situato a Lamezia Terme in contrada Spanò e valutato un milione di euro, era stato confiscato a Benincasa il 7 marzo 2001 dopo che l'uomo era stato sottoposto ad una serie di misure di prevenzione in quanto indagato per associazione mafiosa nel processo "Primi passi", reato dal quale fu poi assolto. Della vicenda si erano già interessate sia la Corte d'Appello che la Cassazione a seguito dei provvedimenti con cui la Corte d'Appello aveva sempre confermato la legittimità della confisca, mentre la Cassazione aveva sempre annullato accogliendo i ricorsi presentati dall'avvocato Francesco Gambardella, legale della famiglia Benincasa.  L'ultimo provvedimento di annullamento risale all'ottobre 2009. Da qui la  decisione dei giudici d'appello che ora hanno annullato il provvedimento ordinando la restituzione del fabbricato agli eredi del Benincasa che fu ucciso in un agguato il 30 aprile 2008 davanti al cancello di casa. Fino ad oggi il fabbricato in questione è sede dell'Arci e l'amministrazione Speranza, già da qualche anno, ha destinato la restante parte dei locali ad alloggi per profughi e richiedenti asilo africani.