Lamezia Terme, 29 maggio - Nella giornata di ieri, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza e della Compagnia dei Carabinieri di Lamezia Terme, coordinati dai magistrati dal Procuratore Salvatore Vitello e dal Sostituto Procuratore Domenico Galletta, hanno eseguito due decreti di sequestro di beni mobili ed immobili nella disponibilità di Peppino Buffone (classe ’55) e di Vincenzino Lo Scavo (classe ’57), disposti dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro.
Come scritto nel comunicato: “Entrambi i soggetti, residenti nella frazione di Sambiase, lo scorso anno erano stati coinvolti nell’operazione “Rainbow”, per la quale, già in primo grado, per il reato di usura, hanno ricevuto una condanna.
Proprio partendo da quelle risultanze investigative e, in particolare, dall’ingente disponibilità finanziaria attribuita a Buffone e a Lo Scavo, i carabinieri e i finanzieri, che avevano già indagato sulle vicende delittuose, hanno verificato le ricchezze accumulate dai due, individuando immobili, automezzi e conti correnti che erano nella loro reale disponibilità, anche se intestati a familiari o prestanome, ed evidenziato all’Autorità Giudiziaria che il patrimonio di entrambi era evidentemente sproporzionato rispetto ai redditi illeciti che risultavano prodotti dai rispettivi nuclei familiari.
Tali emergenze hanno quindi consentito alla Procura di proporre l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale nei confronti dei due soggetti, ai sensi dell’artt. 1 e segg. della L. 1423/56 – artt 1 e segg. della L. 575/65 e art. 19 della L. 152/75, poiché soggetti ritenuti socialmente pericolosi, in quanto abitualmente dediti a traffici delittuosi o, comunque, per la condotta e il tenore di vita, vivessero abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose.
Si tratta, in particolare, di sei fabbricanti, otto depositi bancari, tre autovetture ed un motociclo, per un valore di quasi quattro milioni di euro”.
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