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Lamezia Terme, 11 novembre - L’associazione Caduceo torna sul tema dell’abusivismo edilizio e del problema abitativo ad esso collegato presentando un’istanza al sindaco Speranza ed a tutto il consiglio comunale in vista della riunione civica di domani, nella quale si affronterà proprio il tema delle demolizioni. La dottoressa Anna Mancini e l’avvocato Giovanna Diaco chiedono una maggiore e più approfondita analisi del fenomeno in questione ponendo all’attenzione tre punti fondamentali.

Il primo riguarda, secondo Caduceo, la possibilità di  “avviare un confronto fattivo” che  muova “dalla constatazione delle discutibili condotte” succedutesi nel corso degli anni e riguardanti prorio la pratica dell’abuso edilizio. Per le donne della Caduceo c’è bisogno di “individuare gli strumenti idonei al risanamento delle problematiche nella gestione di quei beni che, entrati di diritto nel patrimonio disponibile dell’Ente, sono  attualmente gravati dall’ esecuzione di giudicati penali”.

Inoltre, per la Mancini e la Diaco l’Amministrazione ed il consiglio comunale dovrebbero valutare sia che “gli oneri economici derivanti dalle attività di demolizione in corso e le difficoltà operative che spesso si frappongono nell’ esecuzione delle demolizioni”, non inducano “al mantenimento di tutte quelle opere che non contrastino con rilevanti interessi urbanistici o ambientali” e che “lo stato della vigente emergenza rifiuti sia compatibile con l’apporto delle tonnellate di inerti che deriverebbero dalle demolizioni” oltre che  “l’abbattimento di un immobile in territorio oramai adibito ad area abitativa” non determini in realtà “una discriminazione operativa, ledendo il principio di uguaglianza consacrato nella Costituzione” dal momento che “la stessa sorte dovrebbero subire anche i fabbricati raggiunti da ordinanza di demolizione emessa in via amministrativa!”.

Infine, la Mancini e la Diaco  chiedono che si valuti la “possibilità di rivendere, nelle condizioni di fatto e di diritto in cui versano, tutte quelle opere in demolizione, la cui edificazione non contrasti con rilevanti interessi urbanistici o ambientali”.

La Caduceo conclude sollecitando l’adozione di una delibera consiliare che garantisca “gli abusi di necessità” garantendo comunque “una fruttuosa gestione di tutti i beni confluiti nel patrimonio disponibile del Comune per abusivismo edilizio”.