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Lamezia Terme, 1 aprile - Una delegazione della Commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali,  di cui fa parte anche l' onorevole Doris Lo Moro, ha visitato il carcere maschile di Lamezia Terme, alla presenza, tra gli altri, del Direttore del carcere, la dott.ssa Mendicino, e del Responsabile sanitario, il dott. Cugnetto. La Commissione ha potuto constatare come il carcere lametino sia sovraffollato e pari al doppio del numero considerato tollerabile: 85 detenuti a fronte di una capienza ottimale di 27 persone e ad una capienza tollerabile di 27. Tale sovraffollamento è ormai diventato un dato strutturale: da oltre un anno, infatti, il numero dei detenuti ha sempre oscillato tra gli 80 e i 90.

In carcere risultano detenuti 40 cittadini stranieri, ma di questi solo 7 hanno commesso reati in Calabria, gli altri 33, invece, arrivano da altre regioni. Accanto al sovraffollamento è emersa anche la carenza di agenti di polizia penitenziaria, sottorganico persino in riferimento alle condizioni ordinarie. L'altra grande criticità riguarda l'aspetto sanitario con tre principali problematiche: scarsi servizi erogati dal sistema sanitario territoriale;  difficoltà nel reperire farmaci; assenza del servizio di psichiatria e mancanza di continuità col servizio del Sert (Servizio per le Tossicodipendenze), a fronte della presenza di ben 23 detenuti tossicodipendenti. Infine, alla Commissione in vista è stato evidenziato come la guardia medica sia presente solo dalle 14 alle 20. La delegazione ha visitato la struttura incontrando poi i detenuti e gli agenti, acquisendo dati e documenti che saranno valutati in maniera attenta. Al  termine della visita l'on. Lo Moro ha dichiarato come "i dati di Lamezia confermano il sovraffollamento, ma chiariscono che si tratta di un sovraffollamento strutturale. Evidenziano, inoltre, carenze particolarmente gravi in alcuni servizi sanitari. Elementi che la Commissione valuterà - ha precisato - grazie ai dati e ai documenti raccolti anche per capire se le carenze segnalate riguardino solo l'istituto lametino o siano invece indicative di una mancata o parziale attuazione della riforma della sanità penitenziaria, che ha stabilito il passaggio della sanità carceraria dal ministero della Giustizia alle regioni, e della difficoltà che tale riforma incontra nell'esser tradotta in pratica in tutta la Calabria". Per il presidente della Commissioe, Leoluca Orlando "La Commissione ritiene che, accanto alla denuncia di singole gravi disfunzioni, sia necessaria una presa di coscienza da parte della politica e un intervento deciso e organico da parte del Governo".