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di Luisa Vaccaro

Lamezia Terme, 9 giugno - Si è svolta nel parco urbano di San Pietro Lametino, una conferenza stampa convocata dai residenti, a seguito della nuova “emergenza Rom” nella zona. I cittadini hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, contro la decisione del Comune di sistemare alcune famiglie Rom dell’area-accampamento di località Scordovillo nel loro quartiere.  L’esposto è uno degli ultimi tentativi degli abitanti del luogo per risolvere l'emergenza Rom ed evitare così, la formazione di un nuovo ghetto che potrebbe rallentare la crescita della frazione.  La situazione si prospetta sempre più preoccupante perché le fasi di sgombero della baraccopoli prevedono la dislocazione di nuove famiglie Rom proprio a San Pietro Lametino, una delle tre "location" scelte dal Comune di Lamezia per far fronte a questa emergenza.

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Diego Silvano D’Ascoli, presidente di “Comunità di San Pietro Lametino “, una delle tante associazioni di volontariato impegnate attivamente per la crescita sociale e culturale del quartiere, si è fatto portavoce di un malessere generale trasformatosi nei mesi, in un sentimento di disperazione e amarezza. I cittadini della comunità hanno pienamente compreso la gravità della questione Rom e il necessario sgombero dell’accampamento, sottolineato dalle diverse autorità istituzionali, rispondendo alla necessaria dislocazione con un’accoglienza democratica e civile di ben sei nuclei familiari. Gli abitanti della frazione Lametina non possono accettare che dietro la loro protesta possa cadere l’accusa di razzismo, proprio in virtù dell’ospitalità finora dimostrata. Per D’Ascoli “Non si può star zitti di fronte a questa iniquità. E’ necessario tutelare una comunità che ha offerto un grande esempio di integrazione e accoglienza. Parlare d’ integrazione non vuol dire soltanto collocare i Rom in una nuova area geografica, ma offrire loro opportunità lavorative, di crescita sociale e individuale. Purtroppo c’è da dire – sottolinea -- che San Pietro Lametino non ha un tessuto sociale per permettere piena integrazione su larga scala. Un numero limitato di Rom può portare invece, a un cambiamento autentico.

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Attraverso una linea pacifica e in virtù della collaborazione avuta finora con le istituzioni Comunali, la comunità di San Pietro Lametino continuerà ad aspettare risposte da chi di dovere, auspicando una strada di dialogo e un segno che possa smuovere la situazione di indifferenza e di abbandono ad un destino “che –aggiungono - non ha calcolato l’impatto sulla frazione”.

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I rappresentati delle associazioni hanno annunciato che ultimo tentativo per risolvere la drammatica realtà dei Rom, con il ricorso al Tar. In questo clima di riflessione, molti abitanti della zona hanno deciso, se pur a malincuore, di consegnare le schede elettorali, privandosi del diritto al voto e facendo così arrivare il messaggio di “non sentirsi rappresentati, su tutti i livelli istituzionali, dalla politica che non li tutela e rende così vano, il senso del votare”. Integrazione dei Rom o disintegrazione della comunità di San Pietro Lametino? Questo il quesito/riflessione lanciato a tutti quelli che hanno partecipato all’incontro.