
Lamezia Terme, 26 novembre – Continua la protesta dei dipendenti della Foderaro che chiedono maggiori garanzie per il loro futuro lavorativo all’interno dell’azienda. Già questa mattina i dipendenti si sono recati presso il locale commissariato per esternare le loro preoccupazioni al Prefetto. Poi, questa sera, la decisione di ritornare a Piazza Mazzini (già d’Armi) per continuare la protesta iniziata in mattinata. Sono stati esposti degli striscioni in cui si chiede all’Azienda di rivedere le proprie posizioni in merito. La protesta di piazza, dicono, andrà avanti ad oltranza.

Dalla Società Foderaro fanno sapere in una nota come “l’inopinata iniziativa di alcuni autisti (24), viene a conclusione di uno scorretto rapporto posto in essere da un sindacalista nei confronti dell’Azienda e del suo titolare che ha costretto questi ultimi a sporgere querela nei suoi confronti, ed è stata adottata in evidente ed incontestabile violazione di quanto stabilito dalla Legge 146/1990 che regolamenta l’esercizio del diritto di sciopero nei settori di particolare rilevanza sociale qual è, appunto, quello dei trasporti pubblici. In tal senso – proseguono - sia la nostra azienda, sia l’Anav, Associazione di categoria alla quale aderiamo, hanno sollecitato il competente intervento del Prefetto di Catanzaro e la Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero nei settori pubblici, affinché adottino tutti i provvedimenti di competenza, compresa la precettazione del personale arbitrariamente in agitazione”.
L’azienda, inoltre, ha tenuto a precisare che “già da tre anni continua a sopportare numerosi esuberi “ ma che “per evitare il licenziamento ha fatto ricorso, con il consenso dei dipendenti e sindacati, alle misure alternative meno svantaggio dei contratti di solidarietà e della cassa integrazione a rotazione”. Infine, Foderaro ha fatto sapere che “il comportamento irresponsabile di chi ha ritenuto di aderire ad una illegittima e ingiustificata iniziativa sta arrecando gravissimi danni economici e di immagine che potrebbero essere oggetto di richiesta di risarcimento”.
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