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Lamezia Terme, 8 febbraio – Saracinesche abbassate oggi per le farmacie della provincia di Catanzaro e diversa incredulità per i citatdini che non era no al corrente di questo sciopero. Un volantino spiega ai cittadini il perché della serrata che, comunque, non include le "farmacie tenute ad espletare servizio continuativo in base ai turni" già stabiliti. L'agitazione di oggi, quindi, serve a sollecitare l'Azienda Sanitaria di Catanzaro per il mancato pagamento di diverse mensilità ai farmacisti. Da Federfarma fanno sapere che se nonostante lo sciopero odierno i ritardi dovessero "ulteriormente perdurare, è intenzione dei farmacisti della provincia di Catanzaro attivarsi nel senso dell'assistenza indiretta, misura estrema che sarà realizzata se il rimborso del costo dei farmaci erogati dovesse essere ulteriormente rimandato".
Secondo Federfarma, il ritardo nei pagamenti "attualmente assestato sui sei mesi rappresenta una seria minaccia alla sopravvivenza di alcune farmacie del territorio e, al contempo, all'intero sistema farmaceutico che si fonda su un regolare meccanismo di pagamento previsto da una convenzione nazionale, da troppo tempo puntualmente disattesa dall'ASP del territorio". "Le 138 farmacie della provincia di Catanzaro - secondo Federfarma, - avanzano circa 40 milioni di euro, con una media di quasi 300 mila euro a struttura".Uno sciopero, quello odierno, che la federazione dei farmacisti dichiara abbia raggiunto il 100%, anche se tale protsta non fa che arrecare difficoltà agli utenti finali, ovvero i cittadini con problemi di salute.
Secondo Federfarma, il ritardo nei pagamenti "attualmente assestato sui sei mesi rappresenta una seria minaccia alla sopravvivenza di alcune farmacie del territorio e, al contempo, all'intero sistema farmaceutico che si fonda su un regolare meccanismo di pagamento previsto da una convenzione nazionale, da troppo tempo puntualmente disattesa dall'ASP del territorio". "Le 138 farmacie della provincia di Catanzaro - secondo Federfarma, - avanzano circa 40 milioni di euro, con una media di quasi 300 mila euro a struttura".Uno sciopero, quello odierno, che la federazione dei farmacisti dichiara abbia raggiunto il 100%, anche se tale protsta non fa che arrecare difficoltà agli utenti finali, ovvero i cittadini con problemi di salute.